Hamilton accolto come un re, che sorpresa la Ferrari
(Daniele Sparisci, inviato a Silverstone) «Incredibile, davanti a tutte queste persone. Amo questo posto». La dedica di Lewis Hamilton è per il popolo di Silverstone, per la marea che a ogni giro di pista scatena boati per il re. «Davvero non me lo aspettavo, non pensavamo di essere così competitivi qui, di poter lottare per la prima fila» commenta il sette volte campione del mondo dopo la pole valida per la gara sprint. Sarà anche «mini» rispetto a quella vera in palio domani pomeriggio, ma la prova di Lewis è stata monstre. Sempre in testa in tutte le sessioni, a cominciare dal primo e unico turno di libere. Poi mai una sbavatura, giri come martellate per tenere a bada Antonelli, secondo per appena 11 millesimi, e Verstappen.
E Leclerc, quarto a parità di macchina, un’altra scoppola in un week end lunghissimo appena cominciato nel segno del rosso, il colore meno atteso. Perché il vecchio aeroporto della Raf è l’ideale per spremere la potenza del motore, il punto debole della Ferrari. Ma come, aveva anticipato Vasseur, proprio in questi casi bisogna essere bravi a compensare con le qualità dell’ottimo telaio della SF-26, perché a Silverstone ci sono anche le curve. E piccoli aggiornamenti, pensati per ridurre la resistenza all’avanzamento, hanno funzionato.
Ci si aspettava un dominio netto delle Mercedes, ma non c’è stato. Antonelli è stato il miglior interprete, Russell si è smarrito un’altra volta, non ha trovato l’assetto giusto ed è soltanto quinto a 3 decimi e mezzo. Tutto può cambiare ma la Ferrari è partita con il piede giusto. Deludono le McLaren sulla pista dove un anno fa fecero doppietta: Norris sesto davanti a Piastri. Nella top 10 Hadjar e le due Racing Bulls di Lawson e Lindblad.