di
Renato Franco
Il conduttore avrà la guida dei prossimi due Festival anche come direttore artistico: «Vasco? E chi non lo vorrebbe». Già arrivate 500 canzoni
DAL NOSTRO INVIATO
ANCONA — Il Sanremo di Stefano De Martino prende forma. Mentre la Rai ha ufficializzato che sarà direttore artistico per due anni (dunque non solo per il prossimo Festival, ma anche quello del 2028), lui ha già un’idea di come sarà. In sintesi: meno canzoni, più internazionalità, una serata che decreterà chi andrà all’Eurovision.
Intanto De Martino ha già in mente la struttura del Festival: «Il martedì e il mercoledì si esibiranno tutti i cantanti in gara con le loro canzoni; il giovedì — giusto al centro delle cinque serate — ci sarà la serata delle cover a cui siamo tutti affezionati; il venerdì invece toccherà alla performance che determinerà chi ci andrà a rappresentare all’Eurovision». Dunque una gara nella gara: ci sarà un vincitore del Festival e un cantante che andrà all’Eurovision (che potrebbe essere lo stesso se il voto dovesse coincidere, anche se il meccanismo non è ancora stato stabilito). «Gli artisti — aggiunge il conduttore — avranno l’opportunità di mettere in scena, secondo la loro idea creativa, la loro performance. E questo credo sia già un piccolo slancio verso l’internazionalità del Festival». Diminuisce — finalmente — il numero di canzoni in gara, non più le 30 dell’ultima edizione. «L’idea è quella di restringere il numero per dare respiro alle esibizioni e al racconto del Festival, soprattutto per focalizzarci di più sugli artisti».
La riunione dei Måneskin ci sarà o no? Scherza: «Faranno una riunione a Sanremo, non so se faranno la reunion però». Si parlava di Vasco: «E chi non lo vorrebbe? È il grande sogno di tutti quelli che hanno condotto il Festival. Ed è anche il mio». La parte più difficile di questo lavoro? «Le interviste. Utilizzo molto spesso il sarcasmo, sto imparando a dire cose che non siano fraintendibili».
Si dice che già 500 canzoni siano arrivate al suo orecchio. «Davvero non ho idea di quanti brani siano arrivati». Ma quest’anno sembra ce ne siano di più. «Allora questa è una cosa buona», si schermisce lui. Che spiega il suo metodo: «Ascolto la canzone in tre modi: la prima volta in cuffia per un ascolto pulito, la seconda in auto mentre guido e la terza mentre corro: se sopravvive a questi tre test vuol dire che c’è già qualcosa di buono». Al suo fianco però c’è anche una squadra a supporto, a partire dal direttore musicale Fabrizio Ferraguzzo. Ma alla fine l’ultima parola è la sua: «Baudo docet, lo diceva sempre: scegli con la tua testa perché la faccia — per non dire un’altra parte del corpo — è la tua».
3 luglio 2026 ( modifica il 3 luglio 2026 | 21:08)
© RIPRODUZIONE RISERVATA