I sudamericani si qualificano per la sfida con la squadra europea dominando la squadra africana dell’ex Queiroz, al sesto Mondiale, per larghi tratti
Se migliora in termini di concretezza, la Colombia può diventare la mina vagante del Mondiale. Gioca bene, concede poco. Ha qualità e organizzazione. Ma avrebbe dovuto travolgere, e non semplicemente battere il Ghana nell’ultimo sedicesimo di finale del torneo. Non ha saputo valorizzare l’enorme differenza espressa in campo, non solo e non tanto nei valori individuali ma proprio da un punto di vista collettivo. Ha sprecato tanto e contro la Svizzera negli ottavi non potrà permetterselo. Resta però una squadra dall’alto potenziale, che merita credibilità. In fondo stavolta la partita si è incanalata presto verso l’unico risultato possibile. E questo può avere inconsciamente tolto ai colombiani la ferocia necessaria.
DESTINO – La vera svolta della serata è stata un infortunio: Cordoba, il centravanti titolare scelto da Nestor Lorenzo per la Colombia, si è fermato dopo pochi minuti lasciando il posto a Luis Suarez, cannoniere dello Sporting Lisbona omonimo del collega uruguayano. Proprio Suarez ha avuto subito la lucidità e la perseveranza di costruire il cross che ha mandato in tilt la difesa ghanese: nel duello tra mezzali Jhon Arias ha seguito l’azione colpendo dritto in rete mentre l’avversario Yirenkyi, chissà perché, si è distratto interrompendo la sua corsa. Non fortunata nella circostanza la difesa, che aveva appena cambiato il terzino destro Seneya a causa di un altro problema fisico ed è stata punita anche dallo sfavorevole rimpallo tra Suarez e Mensah. Colombia comunque avanti e boato colossale all’Arrowhead di Kansas City, dove un muro giallo di trentamila tifosi spingeva i “cafeteros” verso la felicità.
sviluppo—
Il Ghana, che era partito bene e aveva sfiorato il vantaggio dopo pochi secondi con un tiro da lontano di Partey, ha accettato la brutta novità senza cambiare atteggiamento: baricentro basso e palla agli avversari. Il santone Queiroz, grande ex, aspettava il momento buono immaginando che la Colombia avrebbe continuato a palleggiare e a gestire il ritmo. Solo che così si è sottoposta al rischio di sparire dalla partita: sono state le imperfezioni di Luis Diaz, che ha sprecato un paio di buone occasioni, e una parata mostruosa di Zigi, il portiere del San Gallo recuperato in extremis, a tenere aperte le prospettive per il secondo tempo.
ripartenza—
Dopo l’intervallo ci saremmo aspettati qualche cambiamento nel Ghana. Invece è stato Lorenzo a togliere James Rodriguez, innocuo e disordinato, per rinforzare gli ormeggi con Richard Rios, amore mancato di Gasperini alla Roma. La Colombia ha conservato la struttura del 4-3-3 ma ha avanzato nel tridente Arias, l’autore del gol. E ha continuato a mulinare per produrre grano, con Luis Diaz sempre protagonista nel bene e nel male. Il problema però è sempre lo stesso, già emerso contro il Portogallo: il raccolto è povero rispetto alla semina. Per sognare, sognare davvero, la squadra deve essere più cattiva sotto porta.
reazione—
Il Ghana, certo, ha fatto peggio, cioè quasi nulla. Il vecchio centravanti Ayew, del 1991 come James Rodriguez, non ha mai pizzicato l’ottima coppia Sanchez-Lucumi. Invece la stella Semenyo, pallino di Guardiola al City, non era in condizione di nuocere sulla fascia perché aveva male a una caviglia. Il consuntivo finale, zero tiri in porta, racconta meglio di ogni aggettivo l’impossibilità di competere. Per Queiroz l’addio al sesto Mondiale è davvero cupo.
Colombia-Ghana, la partita—
Non esistono precedenti tra le due squadre: Colombia e Ghana si sfideranno per la prima volta nei sedicesimi di finale del Mondiale. La nazionale sudamericana ha chiuso al primo posto il girone, quella africana al terzo.
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