MINIONS & MONSTERS. Nelle sale

Dottor cinema, ci regali un po’ di felicità. Il mondo perso nel caos chiama lo svago, la fuga nel fantasy ammodo, confortevole, talvolta buffo, in compagnia di burrosi cartoon in animazione digitale, horror qualificati e commedie o commediole scacciapensieri, semplici ed emozionate. Se questo è il desiderio pop dell’estate, allora vale la pena di rivalutare l’invasione dei blockbuster, kolossal ipercinetici per supereroi mantellati, tra l’ironico e il popcorn, che possono anche annoiare, con tutta quella panna montata, ma fanno box office – chi più, chi meno – e garantiscono uno smaltato show per famiglie. Di qui a settembre la strada del cinema è lastricata di buone intenzioni e speranze si spera non vane di raddrizzare la baracca dei bilanci ed evitare la desolazione delle sale. Per il cosiddetto cinema d’autore, ahimé, conviene ripassare dopo le vacanze. 

Così, dopo Michael, Il diavolo veste Prada 2, Disclosure Day, Toy Story 5, Supergirl, dopo gli horror da competizione Obsession e Backrooms, in attesa dell’Odissea di Christopher Nolan e del nuovo capitolo della saga di Spider Man, con Tom Holland e Zendaya, Brand New Day, è l’ora dei Minions, divissimi della scuderia Illumination, protagonisti di un franchise nato come spin off di Cattivissimo me e arrivato a cifre stellari nel 2022 con Minions 2 – Come Gru diventa cattivissimo. Oggi, un fenomeno globale. Con Minions & Monsters siamo al prequel dei prequel. Un antifilm, o meglio un non-film che per farsi amare racconta la storia del cinema attraverso le avventure degli ometti giallognoli ideati nel 2010 dagli sceneggiatori di Cattivissimo me, Cinco Paul e Ken Daurio, e disegnati dal regista Pierre Coffin. Si sa, i Minions parlano una lingua nervosa, bippologica, un esperanto di suoni e vagiti, intuibile per assonanze. In fondo che vuoi pretendere da esserini innocenti, entusiasti, combinaguai, un corpo solo per mille battaglie, in cerca di un capo malefico ma votati al bene?

La storia è ambientata negli Anni Venti, circa quarant’anni prima degli eventi del primo film, Minions (2015), poco prima della Grande Depressione. Come premessa vediamo le pestifere creaturine tra gli operai del primo film della storia, L’uscita dalle Officine Lumière, e poi alla catena di montaggio con Charlie Chaplin di Tempi moderni, accanto a Buster Keaton e gli altri comici delle torte in faccia, citati da Orson Welles e con il loro faccino/faccione nei fantasy di Georges Méliès. All’inizio, la tribù in salopette vaga per i continenti cercando una guida. Cammina cammina, arriva a Hollywood e incontra i tycoon dell’immaginario. Tra gli ometti c’è un artista, James, sognatore, idealista, gran disegnatore, un potenziale regista, sempre accanto all’amico per la pelle Henry e all’amico acquisito Ed.

I tre capitombolano negli studios, fanno pasticci nelle produzioni ma diventano star amatissime con megavilla e autista. Sono i re delle feste di Hollywood Babilonia. Nasce la Minions Vision. Gli ometti gialli mettono l’impronta delle loro mani sull’Hollywood Boulevard. Sono i protagonisti dei noir hard boiled, incantano femme fatale e altre meravigliose creature. Poi, quando arriva il sonoro, il sogno svanisce. I Minions vengono scartati e finiscono in miseria. Per risalire la china non resta che produrre e girare un film dell’orrore. James però non vuole finzioni. Recupera il librone dei sortilegi di un mago e fa rivivere mostri leggendari, in primis l’ambiguo Goomi, tenendo nel frattempo i contatti con un’assortita pattuglia di presenze bizzarre: il robot alieno Dort, mummie sbendate e gigantesche creature marine. Come finisce la favola ha un valore relativo. Piuttosto, va detto che il ritratto della golden age del cinema è fin troppo carezzevole, anche se una misurata satira c’è. Tanto che l’operina, sostenuta da fasi comiche ben calibrate e da un vivace ritmo slapstick, fa dimenticare le carenze di narrazione e l’assenza di pathos. Infine, una raccomandazione. Se avete deciso di stare al gioco, non perdete un minuto di proiezione: il film comincia prima dei titoli di testa e finisce dopo i titoli di coda. 

MINIONS & MONSTERS di Pierre Coffin 
(animazione Usa, 2026, durata 90′, Universal Pictures) 

Giudizio: 3,5 su 5 
Nelle sale