Un attacco frontale, senza sconti, alle logiche televisive che governano la prima serata. Elena Sofia Ricci accende il dibattito dal palco dell’Italian Global Series di Rimini, dove si trova per presentare la terza stagione de “I casi di Teresa Battaglia”. L’attrice, volto simbolo della fiction italiana, ha lanciato una durissima protesta contro la tendenza dei network di far slittare l’orario di inizio delle serie TV sempre più avanti nella notte.


«La messa in onda alle 22 è scandalosa, sono incavolata nera e mi oppongo alla messa in onda così tardi», ha tuonato l’artista, ricordando come negli anni l’orario del prime time si sia progressivamente allungato, passando dalle storiche 20:30 alle 21:15, fino ad arrivare alla soglia della seconda serata. Una deriva che, secondo l’attrice, danneggia gravemente il potenziale delle produzioni: «Non si possono vedere i nostri prodotti così maltrattati, che non riescono ad avere il successo che avrebbero se andassero in onda anche tre quarti d’ora prima».


Nel mirino dell’attrice finisce anche la strategia di trasmettere un solo episodio a serata pur di evitare chiusure a notte fonda, bollata come una non-soluzione. Dietro lo sfogo non c’è solo l’orgoglio artistico, ma la ferma difesa di una filiera produttiva enorme: «Una volta era alle 20.30, poi si è passati alle 21.15, poi alle 22. Non è giusto, perchè io capisco tutte le logiche ma noi abbiamo lavorato tutti come assassini», ha concluso con fermezza, «La devono finire.

Dietro c’è il lavoro non solo degli attori, ma di centinaia di lavoratori dello spettacolo che meritano rispetto, al di là delle logiche degli ascolti».


Ultimo aggiornamento: sabato 4 luglio 2026, 18:54





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