di
Marco Bonarrigo
Vingegaard in maglia gialla dopo la cronosquadre di Barcellona, con Ganna superlativo ma battuto di 8″: Pogacar a 12″, Evenepoel a 19″, Piganzoli ottimo a 28″. Domani sarà già battaglia con un triplo passaggio sul circuito finale
Barcellona — Solo un Jonas Vingegaard superlativo, trainato da una Visma attrezzatissima e impeccabile nel gestire ventuno minuti di sforzo asfissiante (bravissimo Davide Piganzoli, ultimo a staccarsi dal capitano danese) è riuscito a negare a Filippo Ganna quella maglia gialla nella prima tappa del Tour de France che a noi italiani manca dal lontanissimo 1925 quando a prenderla fu un leggendario pioniere delle due ruote, Ottavio Bottecchia e che in generale non indossiamo dal 2019, con Giulio Ciccone.
In una cronosquadre anomala dove i tempi non venivano presi come d’abitudine sul quarto o sul quinto arrivato di ciascun team, il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia è arrivato solo sul traguardo staccando di 8″ Ganna (unico superstite della Ineos) e di 12″ Tadej Pogacar, che ha mollato il compagno Isaac Del Toro negli ultimi 500 metri, mentre Juan Ayuso (+16″) ha avuto la meglio su Remco Evenepoel (+19″) in una corsa dove tutti i big sono arrivati soli, disegnando un vertice della classifica generale di qualità superlativa. Trentanove i secondi lasciati sul terreno dal baby fenomeno francese Seixas, 47″ quelli persi da Antonio Tiberi, soltanto 28″ (due più di Del Toro) quelli ceduti da Davide Piganzoli, che Vingegaard ha voluto ad ogni costo al suo fianco dopo l’eccellente lavoro al Giro d’Italia.
Mostruosa la prova di Ganna. Dopo aver generosamente tirato i compagni fino alla base della doppia salita verso l’Olimpico, Pippo se n’è andato con Tobias Foss, che ha mollato sull’ultima rampa. Ganna ha scalato con lo stesso tempo di Vingegaard (che aveva 6″ di vantaggio su di lui all’ultimo rilevamento) e ne ha persi soltanto due da uno scatenato Pogacar, penalizzato — come previsto — dalla minor attitudine nella disciplina da parte della Uae Emirates, disegnata per supportarlo in salita.
Le due ascese finali e la nuova formula studiata dagli organizzatori hanno reso la prova bellissima e creato ampi vuoti nei primi 25/30 posti della classifica generale. Il distacco tra i marziani Vingo e Pogi è minimo ma già nella tappa di domani, che prevede un triplo passaggio sul circuito finale, si accumuleranno stress e tentativi di rivincita con l’orgogliosissimo Pogi (in gran forma e in maglia a pois di miglior scalatore) che cercherà subito di prendersi la rivincita.
«Non vestivo il giallo da tre anni — ha spiegato Vingegaard —, e la sensazione è straordinariamente bella. È la maglia più bella del ciclismo e la onorerò ogni singolo giorno. In corsa non era questione di battere Pogacar ma di fare una bella corsa; di certo lui già nella seconda tappa cercherà di recuperare».
4 luglio 2026 ( modifica il 4 luglio 2026 | 21:29)
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