di Gabriele Principato
Bertrand Grébaut, uno dei più talentuosi e influenti chef francesi è morto nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3 luglio, all’età di 44 anni, dopo aver affrontato con grande coraggio la malattia. Insieme al suo compagno di avventura Théo Pourriat era stato cofondatore del piccolo impero gastronomico «Septime», i due formavano uno dei duo più in vista della ristorazione parigina
Bertrand Grébaut, uno dei più talentuosi e influenti chef francesi è morto nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3 luglio, all’età di 44 anni, dopo aver affrontato con grande coraggio la malattia. Insieme al suo compagno di avventura Théo Pourriat era stato cofondatore del piccolo impero gastronomico «Septime», i due formavano uno dei duo più in vista della ristorazione parigina. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal profilo Instragram di «Septime» e firmato dal suo socio e amico Théo Pourriat. «È con immensa tristezza che vi annuncio la scomparsa di Bertrand. Ha lottato con tutte le sue forze e con un coraggio straordinario contro la malattia. Il mio primo pensiero va a Tatiana, che gli è rimasta accanto fino all’ultimo, ai loro figli Anna e Roman, e a sua madre, Catherine. Ho perso il mio migliore amico, il mio socio, mio fratello. Ciò che siamo oggi, ciò che abbiamo costruito insieme in quindici anni, quella forza e quell’energia, è ciò che continuerà a farci andare avanti. La dimensione collettiva era ciò a cui teneva più di ogni altra cosa; è quella che oggi ci sostiene. I nostri locali resteranno aperti fino al giorno del suo funerale, perché continuare a fare ciò che sappiamo fare, fianco a fianco, è il nostro modo di resistere, ed è quello che lui avrebbe voluto. Successivamente chiuderemo per tre giorni, per concederci il tempo di riprendere fiato. Il mio pensiero va a ogni membro della squadra, ma anche a tutte e tutti coloro che sono passati da noi nel corso di questi quindici anni e hanno avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare con lui. Sapete quanto sapeva dare agli altri. Ognuno di voi ne custodisce una parte. Oggi restiamo in piedi gli uni grazie agli altri».
Chi era Bertrand Grébaut
Nato a Parigi nel dicembre del 1981, Grébaut era cresciuto nel Quartiere Latino. Appassionato di graffiti, dopo aver un diploma a indirizzo letterario aveva intrapreso studi di arti grafiche, ma poi la passione per la cucina prese il sopravvento e lo portò, poco più che ventenne, a iscriversi alla prestigiosa scuola di cucina Ferrandi. Ne uscì primo della sua classe e vi conobbe anche la sua futura compagna: Tatiana Levha – chef e attuale proprietaria, insieme alla sorella, dei ristoranti «Le Servan» e «Double Dragon» – con la quale ha avuto due figli. Nel 2011 aprì insieme a Théo Pourriat, suo ex coinquilino e amico dall’adolescenza, «Septime»: nome scelto come omaggio al personaggio interpretato da Louis de Funès nel film Le Grand Restaurant. Sullo sfondo dell’ascesa della bistronomia, il ristorante divenne un punto di riferimento della città francese, anche grazie al suo ambiente informale e una cucina vegetale e sostenibile (prima che questi concetti diventassero un trend). Nel 2014 arrivò la prima stella Michelin e nel 2016 entrò nella classifica dei World’s 50 Best Restaurants. Fu l’inizio della costruzione dell’impero gastronomico che rappresenta il gruppo oggi: nel 2013 aprirono «Clamato», locale specializzato in pesce; poi, arrivò «La Cave», un wine bar dedicato ai vini naturali; nel 2018 inaugurarono la locanda D’une Île, nella regione del Perche. E nel 2021 fu la volta della pasticceria «Tapisserie». Un successo dietro l’altro.
«Grébaut è stato uno dei capofila di quella generazione che ha rivoluzionato gli anni Duemila, dando vita a una nuova scena della ristorazione», ha scritto Emmanuel Rubin, critico gastronomico de Le Figaro e profondo conoscitore della ristorazione parigina. «”Septime” è stato copiato da molti, ma loro hanno saputo anticipare i tempi, oltre che interpretarli. Hanno riflettuto su cosa dovesse essere un ristorante e costruito un intero ecosistema di locali con una visione precisa e scelte coraggiose. Non si sono mai chiusi in uno schema e avevano il dono di rendere tutto più semplice senza mai cadere nella caricatura». Inoltre, ricorda Rubin: «Grébaut è stato uno dei pochi che, negli ultimi anni, ha preso posizione in un contesto segnato da violenza e dalla necessità di ridurre gli orari di lavoro».
4 luglio 2026
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