di
Rinaldo Frignani
All’ospedale Israelitico di Roma. La denuncia in ritardo e il rischio dei registri non aggiornati
Capire quando la partita di Fentanest, farmaco anestetico a base di fentanyl, è stata consegnata all’ospedale Israelitico di Roma, alla Magliana, per ricostruire quando è avvenuto il furto di 80 fiale per un valore di alcune decine di migliaia di euro. Un passo fondamentale nelle indagini dei carabinieri — anche per definire se ci sia stato un basista oppure no — che ieri hanno effettuato un’ispezione nella struttura sanitaria per accertare cosa c’è scritto sui registri delle consegne dei medicinali e sulle presenze del personale, e anche quali fossero a fine giugno le misure di sicurezza adottate nella portineria e nel reparto Farmacia dove si trova la cassaforte. Aperta con la chiave custodita dalle guardie giurate. Il fatto che il contenitore blindato non sia stato forzato, ma aperto e richiuso, e che le chiavi a fine turno siano sempre state riconsegnate la sera ai vigilantes, farebbe propendere per una pista interna al nosocomio, senza escludere che possa essersi comunque trattato di un’azione su commissione.
Non ci sono indagati, sotto osservazione ci sarebbero una decina di dipendenti e due addetti alla vigilanza del turno notturno. Gli unici ad avere la disponibilità delle chiavi della cassaforte. E c’è il sospetto che i registri non siano stati aggiornati. I carabinieri, coordinati dalla Procura, che indaga per ora contro ignoti per furto e spaccio di droga, avrebbero già visionato i filmati delle telecamere dell’ospedale per ricostruire i movimenti di dipendenti e visitatori non solo fra il 22 e il 24 giugno — le date in cui si sarebbero verificati i furti — ma anche nei giorni precedenti, per controllare se i ladri abbiano effettuato sopralluoghi in portineria e nel reparto.
Chi è stato, non ha portato via tutta la partita di Fentanest, accontentandosi solo di una parte della fornitura, che poteva essere utilizzata solo dagli anestesisti in sala operatoria. Il motivo per cui non ha preso tutte le confezioni è tuttora un mistero, forse perché sperava che l’ammanco passasse inosservato. Ma non è stato così, perché alcuni dipendenti si sono accorti che dall’armadio blindato mancavano alcune scatole di medicinale e hanno dato l’allarme.
La denuncia è stata poi presentata dai vertici del nosocomio il 24 giugno: anche su questo aspetto sarebbero in corso verifiche per capire se ci siano stati ritardi nella segnalazione del furto.
Intanto ieri, durante l’ispezione, gli investigatori del Nucleo investigativo di via In Selci, della compagnia Roma Eur e del Nas della Capitale, hanno sentito di nuovo alcune persone fra dipendenti in servizio nel reparto Farmacia e vigilantes per ricostruire la procedura di apertura del reparto e di consegna del farmaco a chi ne ha avuto bisogno – anestesisti compresi -, e quindi di chiusura dei locali con la riconsegna delle chiavi.
Le fiale sono state fatte sparire in uno di questi momenti e ora si valutano similitudini con episodi analoghi che si sono verificati negli ultimi tempi in altre strutture sanitarie anche in altre città. Non sono pochi, almeno una ventina dal 2018, con 74 sequestri di farmaco detenuto illegalmente a partire dal 2024, l’anno in cui, sull’onda dell’emergenza negli Stati Uniti per «la droga degli zombie», l’Italia ha varato il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl che contiene anche le misure di sicurezza per la custodia del farmaco negli ospedali.
In questo caso sono state disattese, come ha stigmatizzato il governo, che vuole andare fino in fondo, preoccupato da quello che potrebbe accadere con dosi di un prodotto potenzialmente letale in circolazione. E anche per questo motivo la prossima settimana all’Israelitico si recheranno gli ispettori del ministero della Salute.
Vai a tutte le notizie di Roma
Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma
5 luglio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA