di
Redazione Online
Il tycoon ha preso la parola alle 23 locali, dopo che il National Mall era stato evacuato per allerta meteo, e poi riaperto
«Buonasera, America. Se pensate che sia finita qui, vi sbagliate. E voglio ringraziare tutti perché hanno fatto la cosa giusta. Hanno visto un fulmine e io ho detto: non c’è modo che, anche se dobbiamo parlare davanti a una sola persona alle quattro del mattino, io non possa essere qui. Non c’era modo che potessimo essere dissuasi. E stimavano che prima ci fossero 375.000 persone. E ora ce ne sono 150.000. È la cosa più folle che si sia mai vista. E mi dispiace tanto per alcune persone. Se ne sono andate e non sono potute tornare Ma siete persone davvero speciali.
E abbiamo un paese davvero speciale»: con queste parole Donald Trump ha dato inizio alla volata finale dei festeggiamenti del 4 luglio, dedicati ai 250 anni dell’Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Dopo aver parlato sul Monte Rushmore del comunismo come di una «minaccia mortale alla libertà americana», il tycoon ha preso nuovamente la parola poco dopo le 23 (5 italiane) davanti al Lincoln Memorial per il discorso tanto atteso e rinviato di un paio di ore a causa di un’allerta meteo che ha portato a evacuare il National Mall, poi riaperto. Il presidente è accompagnato dalla first lady Melania e ha parlato per 35 minuti.
Il Paese «è più forte, libero, ricco, sicuro e orgoglioso come mai prima» ha detto. E, ancora, «abbiamo annientato l’Iran, abbiamo distrutto le loro forze armate». Poi: «Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l’America non diventerà mai un Paese comunista. Nei quasi sei anni della mia presidenza, ho difeso con estrema fermezza il Secondo Emendamento», che garantisce ai cittadini il diritto di possedere e portare armi.
«Non l’hanno toccato affatto. Non è stato facile, ma lo abbiamo protetto e continueremo a farlo con forza e cautela. Nel corso delle generazioni, gli americani hanno combattuto, versato sangue e dato la vita non solo per garantire» i diritti della Costituzione, «ma per estenderli a cittadini di ogni razza, religione, colore e credo, perché siamo un unico popolo, un’unica famiglia. Lo avete dimostrato stasera, uniti sotto un’unica bandiera».
La Dichiarazione d’Indipendenza «ci insegna che siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente», una cosa «che un comunista non direbbe mai, questo è certo», ha aggiunto Trump, strappando prima una risata e poi un applauso del pubblico.
«Oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo, come mai prima d’ora» ha aggiunto, «l’America è tornata e vogliamo che rimanga grande. E lo faremo approvando il Save America Act, il che significa che tutti gli elettori dovranno mostrare un documento d’identità valido per votare. Tutti gli elettori dovranno fornire un piccolo documento chiamato prova di cittadinanza. E non ci saranno più schede elettorali per corrispondenza, salvo in caso di malattia, disabilità, dispiegamento militare o viaggio. E non ci saranno più brogli elettorali. È molto semplice».
«Siamo un solo popolo, una sola famiglia con una sola bandiera e, come ci insegna la nostra Dichiarazione di Indipendenza, siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente» ha infine dichiarato il presidente. Poco prima della mezzanotte Trump ha concluso il suo discorso.
5 luglio 2026 ( modifica il 5 luglio 2026 | 07:31)
© RIPRODUZIONE RISERVATA