di
Vera Martinella

La tintarella è tornata prepotentemente di moda fra i giovanissimi, condizionati dai social media dove spopolano «tanfluencer» e gare di scottatura. Con tutti i rischi del caso. I falsi miti da sfatare sul rapporto fra sole, bellezza e salute

Abbronzato è bello, è «cool», fa tendenza. Insomma, la tintarella è tornata di gran moda. In particolare fra giovani e giovanissimi, poi, si sta nuovamente diffondendo la cultura dei «solarium». Soprattutto negli Stati Uniti, per la Generazione Z (o Gen Z, quella che comprende le persone nate tra il 1997 e il 2012 e dunque i 14-29enni), il ritorno di massa alle lampade abbronzanti è un dato di fatto. Basta aprire i social media più frequentati dai ragazzi, come Instagram e TikTok, per avere un’idea della situazione: non ci sono solo gli influencer più seguiti a scattarsi selfie dentro i lettini o a mostrare il colorito bronzeo. 

I «tanfluencer»

Negli ultimi tempi si è fatta largo una nuova categoria di fanatici della tintarella, quella dei «tanfluencer», dalla combinazione delle parole inglesi tan (abbronzatura) e influencer. Hanno migliaia e migliaia di seguaci, raccolgono enormi quantità di like a video e foto che mostrano una pelle scura. Oppure, non di rado, rosso aragosta a causa delle ustioni. Ma anche questa è una moda: farsi i selfie con in evidenza il segno bianco lasciato dal costume. Prova ne è stata la sfida diventata virale nell’estate 2025, cioè la Sunburn Challenge: una gara a chi ottiene le linee da abbronzatura e le scottature più marcate che con l’hashtag #sunburnttanlines ha raccolto centinaia di milioni di visualizzazioni in poche settimane e fatto il giro del mondo (specialmente quello dei giovanissimi).



















































La Sunburn Challenge e il tanmaxxing

La parola d’ordine del momento è: tanmaxxing, ovvero massimizzare l’abbronzatura. Come? Spalmandosi di estratti alla carota, cospargendosi di vari tipi di olio o ingurgitando vitamine e qualsiasi cosa prometta di accelerare la pigmentazione della pelle. E poco importa se le lampade solari sono state inserite dall’Organizzazione Mondiale di Sanità fra le sostanze cancerogene nella stessa categoria di amianto, plutonio e benzene. «Una recentissima indagine condotta dall’American Academy of Dermatology ha scoperto che solo un quarto degli intervistati per la Gen Z si preoccupa d’ammalarsi di cancro alla pelle nel corso della vita — racconta Antonio Costanzo, vicepresidente della Società Italiana di Dermatologia SIDeMAST —. E c’è di più: 1 adolescente su 5 ha dichiarato che abbronzarsi è più importante che prevenire un tumore. Studi scientifici hanno dimostrato chiaramente che fare uso di lampade abbronzanti prima dei 35 anni d’età aumenta ben del 75% il rischio di melanoma, il tipo più letale di cancro alla pelle. Ma sembra che ai ragazzi non interessi affatto. Anzi, l’abbronzatura (anche eccessiva, a tutti costi e artificiale) è tornata di gran moda pure fra i minorenni, nonostante i divieti, proprio come accade per il fumo».

I falsi miti

I giovani preferiscono apparire belli oggi, anche se questo significa rischiare un tumore domani o avere una pelle più brutta in età adulta perché, fra i danni delle radiazioni ultraviolette, ci sono anche rughe e macchie cutanee. «Se non stupisce il fatto che siano interessati al momento che vivono più che a un futuro, lontanissimo ai loro occhi, quello che stride è la cattiva informazione — continua Costanzo, direttore della Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas di Milano —. Negli Usa sono diffusissimi falsi miti che non hanno nessuna base scientifica. Quali? Che le creme solari provocano il cancro, ad esempio. Oppure che abbronzarsi il perineo potenzia l’energia e l’equilibrio ormonale. O ancora che eliminare l’olio di semi dall’alimentazione ha un effetto protettivo nei confronti del sole. Cose del tutto insensate, che sorprendono un po’ meno se si pensa che la Gen Z cita TikTok e Instagram come prima fonte d’informazione per la salute della pelle». Così il 65% degli intervistati ancora crede al falso mito che farsi un’abbronzatura di base al solarium possa prevenire le scottature o ridurre le probabilità di un tumore cutaneo.