di
Cesare Giuzzi

Il ragazzo è in arresto per tentato omicidio: quando ha colpito il 55enne Gerardo P., tuttora gravissimo, era completamente vestito di nero e con il volto seminascosto. Il muratore egiziano che l’ha bloccato con altri clienti di un bar: «Ci siamo buttati addosso a lui, a terra era tutto pieno di sangue»

Si chiama Lamin Saidilly il 22enne, ora in arresto per tentato omicidio, che ha aggredito senza motivo un 55enne, Gerardo P., in via Capecelatro a San Siro. Il giovane, che si è avventato su uno sconosciuto ferendolo in modo gravissimo con venti coltellate, è nato a Conegliano Veneto, ma si sarebbe allontanato da una settimana da casa. I genitori, sentiti dalla polizia, hanno detto di non aver avuto contatti con il ragazzo in questi giorni né di sapere dove abbia dormito. Tuttavia hanno escluso pregressi di problemi psichici. 

Mentre la vittima, residente al Giambellino, si trova ancora al Niguarda in condizioni critiche – ha un polmone collassato e gravi lesioni a fegato – emergono altri dettagli su quanto accaduto poco dopo le 7.30, quando Saidilly, completamente vestito di nero e con il volto seminascosto da un cappuccio, si è scagliato contro di lui.



















































Tra i primi a intervenire a difesa del 55enne, insieme all’anziano padre dell’uomo che stava parlando con lui all’esterno di un bar, c’è Sobhi Rezk Azzam, muratore egiziano di 38 anni, da tre a Milano. Si è mosso insieme a un connazionale: «Ci siamo buttati addosso all’aggressore, a terra era tutto pieno di sangue. Poi gli hanno tolto il coltello e lo abbiamo consegnato alla polizia».

APPROFONDISCI CON IL PODCAST


Vai a tutte le notizie di Milano

Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano

4 luglio 2026 ( modifica il 5 luglio 2026 | 09:00)