di
Nicolò Franceschin

L’italiano dopo la vittoria contro Khachanov ha esultato come l’attaccante di Ancelotti: «Una scommessa con il mio allenatore»

Londra e New York non sono mai stati così vicini. E no, non c’entrano nuovi aerei, alta velocità o jet privati. Il merito è del tennis e del calcio. Per essere più precisi, di Wimbledon e Mondiali. Tutto nasce nel pomeriggio del 4 luglio. Flavio Cobolli gioca il terzo turno del torneo contro Karen Khachanov. Fatica, perde il primo set 0-6: «Ho sentito qualcosa di strano allo stomaco. Il dottore mi ha aiutato, quando sono tornato dal bagno stavo meglio». Poi si riprende. Soffre, lotta, vince. Quattro ore di incontro e ottavi conquistati. Festeggia e… surfa.

Surfa? Sì, esatto. L’ispirazione è chiara e la spiega lo stesso tennista: «Un omaggio a Matheus Cunha». Ma perché ha voluto esultare come l’attaccante brasiliano? «Era una scommessa con il mio allenatore. Stavamo guardando i Mondiali e lui è il giocatore che mi piace imitare. Sono tre giorni che mi dimentico di farlo. Questo tipo di celebrazione. Ma oggi non potevo dimenticarmelo». E il centravanti di Ancelotti ha apprezzato. «Adoro tutto questo» e «Vai fratello» i due commenti sotto i post pubblicati da Flavio e dalla pagina ufficiale di Wimbledon. 



















































La sua esultanza è diventata ancora più famosa dopo averla usata per i gol segnati al Mondiale. Ma da dove nasce questa scelta? Dal suo paese e dall’amico e campione brasiliano Italo Ferreira: «Sono di João Pessoa e ho iniziato a fare surf a Baia Formosa – il racconto ai canali della Fifa -. Il surf è diventato una parte importante della mia vita, un modo per rilassarmi. Sono molto amico di Italo. Il surf è diventato parte della mia routine, passo tanto tempo a seguire il surf». Dal Brasile agli Stati Uniti. Dagli Stati Uniti a Londra. Dal Mondiale a Wimbledon. 5.647 km surfando sulle onde. E ora Cunha spera di poter rispondere all’amico Flavio negli ottavi contro la Norvegia

5 luglio 2026