di
Marco Bonarrigo

Arrivo in salita, il fenomeno sloveno lascia la vittoria al compagno della Uae

Barcellona Che l’orgogliosissimo Tadej Pogacar volesse approfittare della seconda tappa del Tour de France, la Tarragona-Barcellona, per vendicare la sconfitta subita da Jonas Vingegaard nella cronosquadre del primo giorno era ben chiaro. 

Che lo sloveno tirasse fuori dal repertorio una nuova manovra tattica non se l’aspettava nessuno. Abituati alle sue azioni da lunga, da media, da breve distanza, agli sprint e ai contro sprint con cui ha già vinto 121 corse (e quattro Tour) non avevamo mai visto lo sloveno pianificare una doppietta assieme a un compagno a cui ha ceduto generosamente la vittoria, Isaac Del Toro.



















































Dopo una frazione bollente e nervosa, negli ultimi ripidi 700 metri del Montjuic (scalato tre volte) Pogi — dopo aver confabulato a lungo con il luogotenente Isaac Del Toro — l’ha lanciato all’attacco mettendosi a bordo strada per vedere come si comportavano i suoi grandi avversari, la maglia gialla Vingegaard, Evenepoel, Pidcock e Seixas, insomma il meglio del meglio del ciclismo mondiale.

Del Toro è partito a tutta, Pogi ha affiancato Vingo che ha provato a raggiungerlo prima di spegnersi (non è un arrivo per le sue caratteristiche, questo va detto) per poi accostarsi ad Evenepoel che aveva superato la maglia gialla. Quando ha visto che nemmeno il belga avrebbe raggiunto il messicano, l’ha piantato ed è tornato rapidamente sul collega con cui ha inscenato una sorta di balletto inchino sulla linea bianca. Un gesto di una complessità fisiologica e tecnica estrema, realizzato con la massima naturalezza possibile.

Prima vittoria al Tour per Del Toro, il super talentuoso 22enne della Baja California che si è fuso in un abbraccio di gioia sfrenata con il capitano, degno di un trionfo al Mondiale e verso il quale adesso ha un debito di riconoscenza importante. La maglia gialla è rimasta sulle spalle di un mogio Vingegaard con tutto il peso di cerimoniale e conferenze stampa (Pogi è a 6”, Evenepoel a 15”, Del Toro a 16”, Ayuso a 16” nell’ordine in classifica generale), il colpo psicologico per la Visma del danese è stato pesante: gli olandesi avevano vinto di forza la cronometro, gli emiratini hanno dimostrato di aver un collettivo super coeso, un vicecapitano in forma e un atteggiamento tattico in grado di spiazzare qualunque rivale. 

5 luglio 2026 ( modifica il 5 luglio 2026 | 18:32)