di
Viviana Mazza

James: «Dice di ammirarlo solo perché fu eletto quattro volte»

DALLA NOSTRA INVIATA  
WASHINGTON – Donald Trump ama paragonarsi ai predecessori: George Washington, Teddy Roosevelt… Ha espresso ammirazione anche per Franklin Delano Roosevelt, posando con Zohran Mamdani davanti a un suo ritratto alla Casa Bianca quando il sindaco di New York fu eletto con la promessa di abbassare il costo della vita. 

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«Per il presidente Trump la cosa più importante è battere i rivali e vincere, per cui ammira il fatto che Franklin Delano Roosevelt sia stato eletto quattro volte, ma sta minando tutto quello che mio nonno difendeva», dice al Corriere James Roosevelt, ottantenne come Trump, ma politicamente sul fronte opposto: è avvocato e membro della commissione esecutiva del Comitato nazionale democratico. «L’eredità del New Deal, di Franklin Delano e Eleanor Roosevelt, è enormemente importante per questo Paese. Ha riorientato il governo verso il tentativo di migliorare attivamente le vite delle persone. C’è stata opposizione: sulla Social Security (la previdenza sociale), su Medicare (l’assistenza sanitaria per anziani e disabili) e certamente sull’assistenza sanitaria universale, l’Affordable Care Act. Il fatto che Franklin Delano Roosevelt incontrò una forte resistenza e la superò, incluse alcuni terribili sentenze della Corte suprema nei suoi primi 4 anni, mi ispira; ma sottolinea quanto duramente dobbiamo lavorare contro Trump e le forze repubblicane Maga».



















































Le celebrazioni per i 250 anni dall’Indipendenza sono un momento di speranza?
«Io spero sempre che possiamo correggere la direzione e rovesciare il controllo dei Maga sul governo, ma non lo definirei un momento di speranza. Trump si dice ispirato da FDR ma cerca di distruggere tutto quello che fece per proteggere la gente e rendere migliori le loro vite: non è incoraggiante. Mi sentirò più incoraggiato quando ci riprenderemo la maggioranza alla Camera e al Senato nelle elezioni di midterm». 

In che modo cerca di distruggere il lavoro di suo nonno? 
«L’amministrazione Trump, il presidente e le sue maggioranze alla Camera e al Senato hanno preso di mira quasi tutto ciò che nel governo americano tutela tutti i cittadini e serve i più bisognosi. Su due livelli: primo, cercando di cambiare le leggi; secondo, ed è una cosa nuova con Trump rispetto alle amministrazioni repubblicane precedenti, cercando di svuotare dall’interno programmi come la Social Security. Hanno tagliato in modo drammatico lo staff sostituendolo con persone senza esperienza. Hanno cercato di minarla così, anche se non riescono a far passare leggi per smantellarla». 

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Il partito democratico sta reagendo? 
«Il Maga ha agito a fondo: migliaia di esperti e dipendenti governativi sono stati licenziati o hanno lasciato il governo, con effetti gravissimi. Alcuni di loro adesso sono in corsa nelle elezioni per il Congresso come democratici, inclusi ex ammiragli e generali, perché sono convinti che dobbiamo iniziare subito, dalle elezioni di midterm, per riparare i danni o, almeno, fermare Trump e i Maga». 

Cosa pensa di Mamdani e dei suoi alleati eletti al Congresso? Nei discorsi per il 250° anniversario Trump li ha accusati ripetutamente di essere comunisti. Per il sindaco di New York Roosevelt è un modello. 
«Mamdani vuole affrontare i bisogni di alloggi, di cibo e trasporti a prezzi ragionevoli del newyorkese medio. Credo pienamente che sia ispirato da Franklin Delano Roosevelt e dal New Deal». 

Vede nel partito democratico altri potenziali eredi di suo nonno? 
«Non c’è nessuno che identificherei come il suo erede, ma Joe Biden fece molto per costruire sul New Deal, governatori come Pritzker (Illinois), Newsom (California) o Maura Healey (Massachusetts) hanno opposto resistenza efficace ai Maga, Andy Beshear e Rahm Emanuel sono pronti a farlo nel midterm e poi alle presidenziali 2028». 

Quanto a sinistra dovrebbe andare il partito democratico? 
«È importante ascoltare gli elettori. Qualcuno considerato più a sinistra come Mamdani o Alexandria Ocasio Cortez può farlo in certe zone, qualcuno considerato più moderato come Beshear in Kentucky, ma tutto sta nel rispondere ai bisogni della gente e non solo delle corporation. Ma è una sfida in salita perché le forze Maga hanno moltissimi soldi a disposizione per le elezioni e dobbiamo lavorare per tenere i nostri elettori progressisti uniti». 

Trump ha citato suo nonno: «L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa». 
«Spesso, con Trump, devi ascoltare molto attentamente e allora capisci che quello che vuole dire è l’opposto di ciò che sembra che stia dicendo. Penso che Trump cerchi di aumentare la paura in America: la paura dell’altro, degli immigrati, di coloro che non hanno il tuo stesso aspetto. E penso che riconosca quanto fosse potente quella frase di mio nonno Franklin Delano Roosevelt, ma la usa contro le persone».

4 luglio 2026 ( modifica il 5 luglio 2026 | 15:26)