Roma, 5 luglio 2026 – Nel mar Baltico c’è un’isola di poco più di 60mila anime, popolare meta di vacanze estive per gli svedesi, diventata simbolo della strategia difensiva del Nord Europa. Gotland, la più grande tra le isole della Svezia, sta vivendo una fase di militarizzazione senza precedenti per il timore, mai così acceso, di una possibile aggressione russa. È il Guardian a raccontare in un approfondimento come Stoccolma stia accelerando i programmi di difesa e di deterrenza per cercare di evitare che il territorio, cruciale per gli equilibri dell’intera regione, possa un giorno cadere nelle mani di Mosca

Truppe svedesi a Gotland (Ansa)

Truppe svedesi a Gotland (Ansa)

La posizione strategica

Localizzata a 275 km di distanza da Kaliningrad (exclave russa tra Lituania e Polonia), Gotland è oggi considerata dai vertici militari svedesi e della Nato un’area di fondamentale importanza. “Se sei in grado di controllare Gotland, puoi controllare l’intero Mar Baltico”, spiega il colonnello Andreas Gustafsson, comandante dell’esercito svedese sull’isola, come riporta il quotidiano britannico. I piani di difesa della Svezia per il periodo 2025-2030 includono un attacco a sorpresa a Gotland, via mare o via cielo, tra i sette scenari critici che richiedono una pianificazione prioritaria.


Le minacce da Mosca

La prima preoccupazione riguarda le attività di spionaggio e azioni di sabotaggio da parte di Mosca. E i vertici militari ritengono che le minacce sarebbero ancor più concrete in caso di un eventuale cessate il fuoco in Ucraina: la Russia potrebbe dislocare rapidamente le sue truppe verso i confini finlandesi e baltici. “Il rischio è che la Russia si disperi. Più sente pressione, più potrebbe reagire in maniera disperata”, avverte Gustafsson.

L’isola si prepara al peggio

La preparazione in termini difensivi a eventuali attacchi è in realtà partita tempo fa. Dopo aver estremamente ridotto la presenza militare sull’isola nei decenni scorsi, post-Guerra Fredda, la Svezia ha riattivato il reggimento militare P18 nel 2018, accelerandone il potenziamento dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Stoccolma ha poi, come strategia generale, aumentato la spesa per la difesa portandola al 2,8% del PIL nel 2026, con l’obiettivo di raggiungere il 3,1% entro il 2028. E ha esteso la leva obbligatoria. Se la Russia dovesse attaccare l’isola, sono pronti alla mobilitazione 4.500 soldati. “Naturalmente, difenderemmo Gotland e faremmo tutto il possibile per impedire alla Russia di mettere piede sull’isola”, aggiunge Gustafsson.