CANARO – La tragedia è avvenuta verso le 3 della notte di ieri, in via Oberdan, a Canaro.
Qui, secondo le prime ricostruzioni, la vettura di Matteo Fabbri, 22 anni, di Riva del Po (Ferrara) ma notissimo anche a Polesella, è finita ribaltata nel canale, non lasciando scampo al giovane occupante.

I vigili del fuoco, accorsi assieme al Suem 118, non hanno potuto nulla, per salvarlo. In particolare, si è protratto a lungo il lavoro dei sommozzatori, fatti arrivata dal comando dei pompieri di Vicenza, per potere escludere che il bilancio della tragedia fosse ancora più grave. Alle prime luci dell’alba, le operazioni si sono completate, con il recupero della vettura.
Una tragedia che ha lasciato sgomente due province, nelle quali il giovane aveva raccolto amicizie, passioni, impegno. In particolare, nel mondo dello sport.
Aveva, infatti, ereditato l’amore viscerale per il calcio dal padre, che era stato un esterno offensivo di buon livello.
Matteo, da parte sua, aveva giocato nelle giovanili sia a Polesella che a Copparo, per poi prendersi una pausa e ricominciare di recente, in prima squadra tre stagioni fa nella Giovane Italia Polesella in Seconda categoria, poi ancora un anno di stop e nell’ultimo campionato l’inizio al Canalbianco in Terza categoria e poi il ritorno a Polesella, sempre in Seconda.
“Ma aveva voglia di tornare a giocare in modo continuativo – racconta Luca Albieri, ex calciatore professionista originario di Ro – lo avevo visto di recente e mi aveva chiesto di andarlo a vedere nel torneo disputato a Formignana. Il papà Marco è un grande amico di famiglia e Matteo era un bravo ragazzo e bravo anche a giocare, una mezzala mancina di qualità. Lo ricordo promettente già alle giovanili della Copparese, adesso mi ha detto che si era sistemato con il lavoro e voleva tornare a impegnarsi nel calcio. È una tragedia”.
Marco, da qualche mesi, aveva infatti trovato un assetto lavorativo stabile, in una azienda che lavora in appalto per il colosso Berco, lo stesso del quale è dipendente il padre, mentre la mamma è libraia. Marco lascia anche il fratello minore Alessandro.
Devastante l’impatto che la tragedia ha avuto a Polesella, paese che ben conosceva il giovane.
“Non ci volevamo credere, ma poi è arrivata la notizia che ci ha gelato” – dice, sconvolto, Nicola Girotti, direttore generale della Giovane Italia – “Matteo ormai uno di famiglia, è stato da noi sia da giovane che in anni successivi, poi tre campionati fa e infine nell’ultimo. Di recente ci aveva chiesto se poteva rimanere un’altra stagione, anche solo per giocare nel campo di calcio a 5 presente nel nostro impianto sportivo. Era un bravo ragazzo, rispettoso e capitava spesso di vederlo in giro per Polesella, dove aveva diversi amici”.
Ora, è attesa per conoscere la data nella quale, in tanti, potranno dargli l’ultimo saluto.