Dai 60 agli 80 anni: come Stallone ha reinventato il suo allenamento
La trasformazione più interessante della vita fitness di Sylvester Stallone non riguarda gli anni di Rocky o di Rambo, ma quelli successivi ai sessant’anni, come ha sottolineato Muscle and Fitness. È allora che l’attore compie il passaggio più difficile per chi ha costruito la propria immagine sul fisico: accettare che allenarsi meglio significa, a volte, allenarsi meno. Dopo decenni trascorsi a sottoporre il corpo a ritmi estremi, Stallone ha dovuto fare i conti con gli inevitabili effetti di una carriera fatta di combattimenti sul set, cadute, scene d’azione e allenamenti massacranti. Le spalle, la schiena, le ginocchia e le articolazioni portavano i segni di oltre quarant’anni di lavoro. Continuare ad allenarsi come ai tempi di Rocky IV non era più un’opzione.
Privilegiare la qualità sulla quantità
Ormai vicino ai sessant’anni, iniziò a privilegiare la qualità rispetto alla quantità. I pesi rimasero una componente fondamentale, ma con carichi più controllati e una maggiore attenzione all’esecuzione. L’obiettivo non era più costruire muscoli da copertina, bensì mantenere forza, densità muscolare e funzionalità. Con l’arrivo della saga di The Expendables, tra il 2010 e il 2014, Stallone dimostrò che era possibile conservare un fisico impressionante anche dopo i sessant’anni. Dietro quell’aspetto, però, c’era un metodo diverso rispetto agli anni Ottanta. Come riporta ancora Muscle and Fitness, le sessioni diventavano più brevi, i recuperi più curati e l’allenamento sempre più orientato alla prevenzione degli infortuni. Iniziò a utilizzare con maggiore frequenza circuiti, esercizi a corpo libero, kettlebell, bande elastiche e lavoro di stabilizzazione per le articolazioni.
L’allenamento dai 70 agli 80 anni
Negli ultimi dieci anni, complice anche l’esperienza accumulata, la sua filosofia si è ulteriormente evoluta. Stallone ha raccontato più volte che, se da giovane considerava il sonno quasi una perdita di tempo, oggi segue una routine precisa e dorme almeno 8 ore per notte.sette e le otto ore per notte, come riporta Gazzetta dello Sport – Ha imparato che un corpo che recupera bene rimane più forte, più mobile e meno soggetto agli infortuni. Anche il rapporto con i pesi è cambiato. Da giovane cercava continuamente di aumentare i carichi e di superare i propri limiti: a 79 anni – come si legge ancora sulla Gazzetta – preferisce utilizzare pesi più leggeri, eseguire i movimenti lentamente e concentrarsi sulla qualità della contrazione muscolare. È un approccio che ricorda molto gli insegnamenti di Franco Columbu, che già negli anni Ottanta sosteneva come la tecnica fosse più importante dei numeri scritti sul bilanciere.La routine attuale è lontanissima dalle maratone in palestra che caratterizzavano la preparazione di Rocky III. A quasi 80 anni Stallone – conferma People – si allena regolarmente cinque volte alla settimana, per circa un’ora a seduta. Predilige pesi moderati, molte ripetizioni e moviment controllati. Il focus è mantenere il tono muscolare senza sovraccaricare articolazioni e tendini.
Mostrando sui social la sua palestra privata a inizio 2026, ha ammesso con sincerità: «Diventa sempre più difficile». Eppure non ha alcuna intenzione di fermarsi. Quello spazio, ha spiegato, resta il suo «santuario», il luogo dove continua a coltivare forza fisica e mentale.