di
Barbara Visentin
I tre artisti hanno pubblicato il singolo-tormentone «La Costiera Amalfitana» che racconta l’estate tra Nord e Sud
Un premio, nella corsa ai tormentoni dell’estate 2026, l’hanno già vinto: quello per il trio più inaspettato. Rovazzi, Arisa e Nino D’Angelo si sono tuffati nella stagione calda con «La Costiera Amalfitana», un brano dal sapore pop-dance, con inserti in napoletano, che mette a contrasto le bellezze rinfrescanti e pittoresche del Sud Italia con il caldo rovente di Milano e dell’Idroscalo, in un dialogo quasi cinematografico.
Ma com’è nato l’incastro fra tre artisti così diversi per età e background musicale? «Le triadi improbabili sono colpa mia — ammette Fabio Rovazzi, 32 anni —, avevo nel cassetto l’inciso di questo brano scritto proprio pensando ad Arisa, era un pezzo giocoso che però aveva bisogno di una voce potente e bella: poteva essere solo la sua». Dal loro incontro in studio, è poi uscita l’altra idea: «Ci dicevamo che serviva qualcuno di Napoli — racconta Arisa, 43 anni —. Io ho detto “vi faccio un nome che mi sembra un sogno, ma questa è un’epoca in cui può accadere di tutto”, è stata una bella scommessa che abbiamo vinto».
A spingere Nino D’Angelo ad accettare sono stati i suoi nipoti: «Quando Rovazzi mi ha chiamato ho pensato a loro che da piccolini cantavano “Andiamo a comandare”, mi è sempre stato simpatico come personaggio, ma non ci conoscevamo». Inizialmente, però, l’artista partenopeo, 69 anni, era titubante: «Ho fatto poche collaborazioni nella mia vita, mi piace cantare da solo e onestamente non sono molto d’accordo con tutti questi duetti, è diventato tutto troppo uguale. Il pezzo però era bello, Arisa è fra le più brave cantanti della musica leggera assieme a Elisa e Giorgia, così a un certo punto mia moglie mi ha detto “divertiti con questi ragazzi”. E mi sono davvero divertito».
«Nino è anche un bravissimo autore, ha scritto la sua parte che è diventata la più forte del brano, anche per il significato — prosegue Rovazzi —. Tanti tormentoni parlano di Napoli, a volte anche con appropriazione culturale, ma se lo fa lui è un’altra cosa. Ha mostrato un’apertura e una disponibilità incredibili, si sono creati momenti magici che porto nel cuore».
Fra questi, una scena del video in cui i due sfrecciano su una moto d’acqua davanti a Positano: «In verità non ci ero mai salito prima — confessa Nino D’Angelo —, ho visto che all’inizio Rovazzi non riusciva ad accenderla e ho pensato “forse non la sa portare”. Invece Rovazzi sa fare tutto, è un professionista che ti dà sicurezza». L’affetto che si è creato fra i tre proseguirà: «Mi sono emozionato a stare in mezzo a due ragazzi, a vedere il rispetto e la delicatezza che hanno avuto nei miei confronti — prosegue D’Angelo —. Li ho già invitati allo stadio Maradona di Napoli, dove l’anno prossimo festeggerò i miei 70 anni».
Arisa, che descrive Rovazzi come «uno stratega, intelligente e leale», racconta di essere cresciuta con le canzoni e i film di Nino D’Angelo: «Per noi in Basilicata Napoli era un sogno. E vedere lui con quel caschetto biondo e quel romanticismo mi affascinava, è stato il primo cantante di cui da piccolina mi sono innamorata. Poi, quando l’ho conosciuto, ho trovato un padre. Parla di sua moglie in modo sognante, come fosse in uno dei suoi film. A volte capita di idealizzare le persone, invece Nino non ha deluso i miei pensieri di bambina, è rimasto proprio un principe azzurro».
Per Rovazzi, che in questo periodo sta anche conducendo Battiti Live su Canale 5, accanto a Ilary Blasi e Daniele Battaglia, sono passati 10 anni da Andiamo a comandare: «È un pezzo a cui devo tantissimo e che mi ha fatto divertire. Ho in mente una celebrazione, vedremo se farò in tempo».
Con questa nuova hit il trio punta a conquistare le classifiche? «Ogni estate c’è sempre una bellissima guerra di tormentoni, ma non è mai stata una competizione seria, è un’occasione per passare estati incredibili, perlomeno io la vivo così», dice Rovazzi. «Ce lo auguro che sia uno dei pezzi dell’estate, perché vorrà dire che avremo colpito nel cuore le persone, offrendo un momento di svago, lontano dalle brutture della vita. Ma è soprattutto una gara con noi stessi», osserva Arisa. «Io sono per la squadra, è la squadra che vince — conclude Nino D’Angelo —. Anche se nelle mie canzoni c’è sempre stata tanta estate, mai mi immaginavo re dei tormentoni. Resta il fatto che, come dice la canzone, “A costiera amalfitana nun te ‘a può purtà a Milano”».
6 luglio 2026
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