di
Massimiliano Nerozzi, inviato
Kane segna su rigore il 3-1 ma poi commette fallo e concede il penalty ai padroni di casa, che accorciano. Una sfida finita con i messicani all’assalto: non avevano mai perso nel loro stadio
Dev’essere un posto magico l’Azteca, mica solo uno stadio, progettato per partite il più delle volte epiche: l’Inghilterra batte 3-2 il Messico dentro una sfida in cui è successo di tutto, tra rigori (due), espulsioni (una), gomiti e gol. E con gli inglesi in dieci uomini, appunto, dal nono minuto della ripresa; anche se, alla fine, l’inferiorità numerica è stata suturata dalla notte magica di un gigantesco Jude Bellingham, che ha griffato una doppietta e firmato tante altre cosine, tra rincorse, slalom, corpo a corpo. Uno e trino: in difesa, a centrocampo, in attacco.
L’Impero britannico lo fonda lui, già nella prima metà, nel giro di un minuto e 38 secondi, da giocatore fantastico quale è: il fisico del centravanti, la corsa del mediano, la visione del trequartista. Il primo colpo, con una zuccata in tuffo, arriva dopo dribbling e cross morbido di Saka, innescato da una sontuosa discesa palla al piede di Rice. Ancor prima, Pickford – due paratone su bei colpi di testa di Raul Jimenez – era stato il più sveglio di tutti: raccolto il pallone e accortosi di un Messico sbilanciato, aveva subito messo in moto il centrocampista dell’Arsenal. Il raddoppio, innescato da un recupero di Gordon, è spuntato invece alla fine di un meraviglioso uno-due con Kane, nel traffico dell’area, in un misto di tempismo e irruenza.
Insomma, due attacchi allo spazio da insegnare ai ragazzi. Tra il 36’ e il 38’ è cambiato il mondo. L’Azteca, ammutolito, si rianima nel finale di tempo, quando Julian Quinones (al 42’), al quarto gol al Mondiale, butta dentro, di forza, una svirgolata di Konsa. L’Inghilterra parte alla grande nella ripresa con palo pieno di O’Reilly e qualche numero di Bellingham, sempre lui, finché non arriva quello che avrebbe potuto essere il patatrac: scivolata scomposta di Jarell Quansah su Gallardo ed espulsione dell’inglese dopo la revisione alla Var da parte dell’arbitro australiano-iraniano Alireza Faghani. Tuchel corre ai ripari: fuori Saka, dentro Stones. Mancano 36 minuti (più recupero) al gong, e la notte sembra lunghissima (e lo sarà), pure perché si è cominciato con un’ora di ritardo, come era successo con l’Ecuador, per l’ennesima tempesta su Città del Messico, con diluvio e fulmini. E a 2.200 metri di altitudine, il fiato è corto ancor prima di iniziare.
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Ma i Leoni graffiano di nuovo, con lo scatto di Gordon che anticipa l’uscita di Rangel, costringendolo al calcio di rigore. Che diventa gol dopo l’esecuzione forte e angolata di Harry Kane, alla rete numero 73 in stagione (e sei in questo Mondiale).
Kane protagonista pure dopo, ma in negativo, per un involontario calcio in area (e in aria) a Brian Gutierrez, che pure andava sul pallone vagante, in uno di quegli episodi che abbiamo visto chissà quante volte in serie A: solo che il piede del messicano arriva prima di quello del capitano inglese. Quest’ultimo ammonito per proteste dopo la concessione del rigore, arrivato solo alcuni istanti più tardi, con il richiamo della Var. Dal dischetto, non sbaglia Raul Jimenez (24’ st). Va da sé, si finisce con i messicani all’assalto e la Corona con la difesa a cinque e con tutti i ponti levatoi sollevati ai bordi dell’area. La sfida si fa battaglia – resa eterna da 11 minuti di recupero – con poca pulizia tecnica e confusione tattica, ma con energia, generosità, emozioni, gioia e lacrime, ciò che impasta il calcio. Il Messico, che ai Mondiali non aveva mai perso all’Azteca, sfiora il pareggio solo all’ultimo minuto del recupero, con un tocco di Stones che sfiora il palo. Ai quarti, l’Inghilterra sfiderà la Norvegia, sabato a Miami (alle 23 italiane). Nell’attesa, ha regalato una certezza: i bambini che non sono andati a letto e hanno tifato – seguendo la richiesta fatta ai genitori dal ct Thomas Tuchel – si saranno divertiti da pazzi. E una vittoria all’Azteca, val bene una giustificazione (per la scuola).
6 luglio 2026 ( modifica il 6 luglio 2026 | 08:07)
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