Firenze, 6 luglio 2026 – La Toscana si conferma terra di grande consenso politico per i propri amministratori. La nuova edizione del Governance Poll 2026, il celebre censimento annuale sul gradimento degli amministratori locali realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, fotografa un vero e proprio trionfo per la regione trainato dalla prima cittadina di Firenze. 

Sara Funaro prima in Italia: “Bene ma bisogna lavorare pancia a terra”

Con un balzo in avanti di ben 11 punti rispetto alla rilevazione del 2025, e dunque con un gradimento del 66%, + 5,4% rispetto al giorno delle elezioni, Sara Funaro conquista la vetta della classifica nazionale, diventando la sindaca più amata d’Italia.

Si tratta di un risultato storico: Funaro è infatti la prima donna in assoluto a salire sul gradino più alto del Governance Poll. La sindaca di Firenze condivide il podio con Marco Fioravanti (sindaco di Ascoli Piceno e vincitore della scorsa edizione) e Gaetano Manfredi (sindaco di Napoli e presidente dell’Anci).

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Quella di Funaro, scrive Il Sole 24 Ore, appare come una crescita netta e solida. Dopo un primo anno di mandato in cui i cittadini avevano mostrato qualche freddezza in più, a 24 mesi dal voto l’elettorato fiorentino ha riconosciuto e premiato il lavoro della prima cittadina. Una spinta, la sua, molto più netta rispetto ad altre neoelette del centrosinistra; a Genova, ad esempio, Silvia Salis si ferma al 33esimo posto (55% di gradimento), dimostrando come consolidare il favore popolare richieda tempo ed efficacia sul territorio.

“Questo sondaggio è uno stimolo a continuare a lavorare sempre di più per la città. Fa piacere leggere l’apprezzamento di tanti cittadini per questo sforzo ma bisogna lavorare a pancia a terra“. Così la sindaca ha commentato il suo primo posto nella classifica. “In questo momento Firenze è in grande trasformazione, ci sono cantieri e stiamo cambiando radicalmente la mobilità con la creazione delle linee della tramvia – ha aggiunto Funaro, intervistata da Rtl -. Stiamo lavorando tantissimo sul tema dei servizi ai cittadini, a partire dal tema abitativo, dalla tutela del centro storico”. Funaro ha ricordato che “Firenze è stata la prima città ad aver fatto un regolamento per gli affitti brevi” e c’è un lavoro “su tanti fronti, da quello abitativo, ai servizi per l’infanzia e per gli anziani”. Sulla casa, ha concluso la sindaca, “noi stiamo spingendo tantissimo per la riqualificazione dell’edilizia popolare: abbiamo stanziato più di 20 milioni per ristrutturare gli alloggi e assegnarli ai cittadini. In due anni di mandato abbiamo assegnato più di 550 alloggi, si parla di risposte per 1400 persone” e c’è un investimento “sul contributo affitto. Poi c’è il tema della costruzione di nuova edilizia. All’interno del Piano casa” del governo “questa risposta non c’è, noi stiamo lavorando con uno studio che stiamo facendo con la Bei per attivare mutui e realizzare nuovi edifici”.

Eugenio Giani nella Top 10 dei governatori

Le buone notizie per la Toscana non si fermano a Palazzo Vecchio. Anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, incassa un ottimo risultato posizionandosi al settimo posto nella classifica generale dei Governatori più apprezzati d’Italia (Era decimo nel 2025). Un piazzamento di rilievo all’interno di una top 10 nazionale che quest’anno vede trionfare Antonio Decaro: l’ex sindaco di Bari, nella sua nuova veste di presidente della Regione Puglia, si è confermato ancora una volta una formidabile “macchina da consenso” conquistando subito la maglia rosa.

La sindaca di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

La sindaca di Firenze Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani

Classifica dei sindaci più amati in Toscana

Sara Funaro al primo posto in Italia e dunque anche in Toscana. Alla sindaca di Firenze, con il 66% di gradimento, segue il sindaco di Lucca Mario Pardini (in crescita di cinque punti percentuali, al 56%). Sul podio anche Francesco Persiani (Massa), che cresce di 1,1% al 55,5%. Perde quota, rimanendo comunque al quarto posto in Toscana, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna (in calo di 1,7 punti percentuali, al 54,5%). Segue Nicoletta Fabio (Siena), che guadagna 1,3 punti percentuali al 53,5%. Poi Michele Conti (Pisa), che retrocede di 1,3 punti al 51%. Luca Salvetti (Livorno) perde 1,7 punti percentuali, totalizzando un 50%. 

Il commento del direttore Antonio Noto

“L’appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini. Due primi cittadini su tre perdono consenso – dice Antonio Noto, direttore dell’Istituto demoscopico Noto Sondaggi che ha condotto l’indagine per Il Sole 24 Ore – non è una semplice oscillazione statistica, ma il sintomo di un cambiamento profondo. L’elezione diretta aveva conferito al sindaco autorevolezza politica, capacità decisionale e un rapporto privilegiato con i cittadini. Oggi entrano sempre di più nella valutazione temi come disagio sociale, costo della vita, crisi economica e marginalità urbana. A questo si aggiunge una seconda trasformazione. Il cittadino giudica sempre meno ciò che vede realizzato e sempre di più ciò che percepisce. La percezione del degrado, dell’incertezza economica o della perdita di qualità della vita pesa ormai quanto, se non più, delle opere pubbliche inaugurate, dei bilanci in ordine o degli investimenti realizzati. In questo scenario amministrare è diventato molto più complesso. Non basta governare bene, occorre anche riuscire a trasmettere fiducia. Il consenso non dipende soltanto dalla capacità di realizzare interventi, ma dalla possibilità di rassicurare una comunità che vive una fase di forte instabilità”, conclude il sondaggista.

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Come è stata realizzata la classifica

Il Governance Poll 2026 ha preso in considerazione 92 comuni capoluogo di provincia e le Regioni in cui vige la regola dell’elezione diretta. Non sono stati testati i Comuni di Caserta, attualmente sciolto e quelli in cui si è votato nel 2026 in cui non è stato rieletto il sindaco uscente. Le interviste sono state effettuate tra aprile e giugno 2026 utilizzando sistemi misti: Cati e Cawi. La numerosità campionaria in ogni Regione è stata di 1.000 soggetti e di 600 elettori in ogni Comune, disaggregati per genere, età ed area di residenza.