A Silverstone l’italiano era in rimonta su Leclerc, ma al 41° giro un cedimento ha cambiato il destino del suo GP
Paolo Filisetti
6 luglio 2026 (modifica alle 13:59) – SILVERSTONE (INGHILTERRA)
È difficile immaginare ed accettare che una gara perfetta possa essere del tutto annullata dalla rottura di una carenatura, non strutturale, in fibra di carbonio. Ma è quanto avvenuto ieri al quarantunesimo giro, ad Antonelli a Silverstone. Infatti a seguito del passaggio della sua W17 sul cordolo esterno della curva Copse il wheel shield anteriore sinistro ha subito un danno. Nel dettaglio, si tratta della carenatura interna che ingloba anche la brake duct e le canalizzazioni interne al cestello dei freni, connessa al profilo del cestello attraverso inserti metallici che fungono da sede delle viti di fissaggio. Non vi è stato, in realtà un urto diretto tra il cordolo e questo elemento, bensì sarebbero state le forti vibrazioni con una specifica frequenza, causate dal passaggio in piena velocità della vettura a determinarne la rottura.
Il danno—
Più specificamente, il danno avrebbe riguardato alcuni fissaggi della carenatura che come conseguenza hanno poi determinato l’uscita dalla sua sede. Questo spostamento, peraltro inizialmente non ravvisato dagli stessi tecnici del team di Brackley, ha indotto un comportamento anomalo della monoposto. Specificamente ha ridotto l’angolo massimo di sterzata impedendo la corretta percorrenza delle curve, ma ha anche prodotto una riduzione dei movimenti cinematici della sospensione. In pratica, la carenatura fuoriuscita dalla sua sede, impediva la completa libertà di movimento del triangolo inferiore della sospensione, dando dunque ad Antonelli la netta percezione che la ruota anteriore sinistra non ritornasse in una posizione di riposo, bensì restasse sollevata rispetto all’asfalto, come nel caso di una foratura sul lato opposto della vettura.
sanzione—
Lampante, dunque che proseguendo sino alla fine in queste condizioni, fosse praticamene impossibile condurre la vettura nel pieno rispetto dei track limits, superati più volte, e per questo è scattata la sanzione di cinque secondi comminata negli ultimi giri. Un guasto che non poteva preventivato nella sua specifica dinamica, a livello di progetto. In ogni caso è stata l’ulteriore dimostrazione che a causa dell’attuale regolamento che ha imposto un peso minimo inferiore di 30 Kg rispetto allo scorso anno, ma con un’incrementata potenza elettrica, i team abbiano avuto un compito estremamente arduo nel dimensionare le componenti, anche quelle non strutturali come in questo caso, per ridurre il più possibile il peso delle monoposto. Se un problema legato, almeno in parte alla riduzione del peso aveva in parte implicato il problema subito da Leclerc in Spagna per quanto riguardava il power steer, questo cedimento conferma ulteriormente quanto la problematica del peso possa incidere seriamente sull’affidabilità delle vetture 2026 anche su componenti diverse dal propulsore.
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