I carabinieri di San Pancrazio hanno recentemente denunciato una 60enne italiana residente fuori regione. La donna è ritenuta la presunta responsabile di una truffa, che avrebbe perpetrato pubblicando un finto annuncio su internet legato alla locazione per un breve periodo di una casa vacanza.
Con l’approssimarsi della stagione estiva si impenna il fenomeno dei finti affitti sul web: un rischio crescente per i vacanzieri. In questo scenario si consuma il raggiro ai danni di un parmigiano, ma le indagini dei carabinieri riescono a rintracciare e denunciare la presunta responsabile, una 60enne italiana.
L’ultimo caso, su cui hanno indagato i carabinieri di San Pancrazio, ha visto come vittima un cittadino parmigiano di 50 anni, rimasto intrappolato nella rete di una finta locatrice per un soggiorno sulla splendida costiera del Conero.
L’illusione dell’affare perfetto si è materializzata su un noto portale web dedicato alle locazioni turistiche. L’uomo, cercando una sistemazione per le prime settimane di agosto, è stato attratto da un’inserzione particolarmente accattivante, descritta nei minimi dettagli e proposta a un prezzo decisamente a buon mercato rispetto alle tariffe medie della zona. Incuriosito dall’apparente opportunità, il 50enne ha inserito i propri dati sulla piattaforma e ha inviato una mail chiedendo di essere ricontattato per perfezionare l’accordo.
La risposta non si è fatta attendere: al telefono si è palesata una voce femminile, dai toni pronti, cordiali e rassicuranti. La donna, spacciandosi per la legittima proprietaria dell’immobile, ha condotto con abilità una breve trattativa. Fornendo ampie e dettagliate rassicurazioni sullo stato dell’appartamento, è riuscita a vincere ogni esitazione della vittima, convincendola a versare una caparra confirmatoria anticipata di 320 euro tramite bonifico bancario su un codice Iban da lei indicato. Per completare l’opera e dissipare qualsiasi residuo dubbio, la finta locataria ha successivamente inviato via email uno pseudo-contratto di locazione meticolosamente contraffatto.
Le parti si erano formalmente accordate per visionare di persona l’appartamento nel corso del mese di giugno, prima dell’inizio del soggiorno effettivo. Tuttavia, una volta giunto sul posto nel giorno e nell’orario prefissati, il cinquantenne ha dovuto scontrarsi con l’amara realtà: della proprietaria non c’era alcuna traccia. L’inserzionista si era letteralmente dileguata nel nulla, provvedendo preventivamente a disattivare l’utenza e a bloccare ogni canale di contatto telefonico con l’uomo.
A dare il colpo di grazia alle speranze del malcapitato sono stati gli stessi residenti dello stabile. Interpellati dalla vittima in preda al comprensibile sgomento, i vicini di casa hanno dichiarato in modo categorico di non sapere nulla riguardo a presunti affitti turistici o brevi locazioni stagionali legati a quell’appartamento, confermando così l’avvenuto raggiro.
LA DENUNCIA E LE INDAGINI
Presa piena coscienza della truffa subita, l’uomo è rientrato a Parma e si è recato immediatamente presso la stazione dei Carabinieri di San Pancrazio per sporgere formale denuncia. Ricevuta la denuncia i militari dell’Arma hanno avviato senza indugio un’articolata e tempestiva attività di indagine informatica e finanziaria.
Gli investigatori hanno eseguito accurati accertamenti telematici, tracciando meticolosamente il flusso del denaro dal conto corrente della vittima a quello del ricevente e incrociando i dati bancari con un’analisi approfondita dei tabulati telefonici. Queste operazioni mirate hanno fornito un pieno e inconfutabile riscontro ai fatti denunciati, permettendo di risalire con certezza all’identità della responsabile.
Al termine delle indagini, a fronte di un quadro indiziario grave, preciso e coerente, per l’indagata è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Parma. Si tratta di una 60enne italiana, residente fuori regione, un volto peraltro già ben noto alle forze dell’ordine poiché gravata da numerosi precedenti di polizia per fatti analoghi, perpetrati sul web con il medesimo modus operandi.
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