È considerata universalmente una delle automobili più belle, influenti e iconiche della storia, un capolavoro di estetica e ingegneria che ha segnato un’epoca. Eppure, il genio creativo che nel 1955 diede forma all’intramontabile Citroën DS è rimasto per troppo tempo ai margini della celebrità. Ora, la sua straordinaria storia è pronta a conquistare il cinema: si sono ufficialmente concluse le riprese de “La Dea di Flaminio”, il nuovo documentario diretto dal regista Kasper Verkaik e dedicato a Flaminio Bertoni, poliedrico artista e designer nato a Masnago, in provincia di Varese.
Nato come un progetto indipendente e spinto da una forte esigenza di libertà creativa, il film si pone un obiettivo tanto chiaro quanto ambizioso: restituire finalmente una voce, un volto e il giusto riconoscimento a un uomo il cui talento ha rivoluzionato in modo indelebile il linguaggio del design automobilistico globale. “La Dea di Flaminio” si propone come un affascinante viaggio a cavallo tra Italia e Francia, mirato a far luce su un protagonista assoluto del Novecento rimasto finora in ombra rispetto alla grandezza delle sue stesse creazioni.
Per ricostruire la vita e l’eredità di Bertoni, il documentario intreccia preziose testimonianze, preziosi materiali d’archivio e le memorie intime di chi lo ha conosciuto da vicino. La macchina da presa di Verkaik ha fatto tappa in luoghi simbolo legati al designer: dalle aspre montagne di confine nei pressi del Frejus fino a Torino, all’interno dei suggestivi spazi del Museo Nazionale dell’Automobile. Le riprese hanno coinvolto anche la Triennale di Milano e, naturalmente, la città natale di Varese, dove la troupe è stata accolta nella casa di Leonardo Bertoni, figlio dell’indimenticato designer.
Dal punto di vista produttivo, l’opera vanta una solida architettura internazionale. Si tratta infatti di una coproduzione italo-olandese firmata da Blink Blink ed Eric Velthuis BV, che gode dell’importante patrocinio del Club ACI Storico. Il valore culturale e artistico del progetto è confermato dall’ampio sostegno ricevuto dalle istituzioni: in Olanda ha ottenuto i fondi del Netherlands Film Fund, dell’emittente pubblica Avrotros, dell’NPO Fund e del CoBo, mentre in Italia è stato premiato con i contributi selettivi del Ministero della Cultura.
Dopo aver battuto l’ultimo ciak, “La Dea di Flaminio” entra ora nelle decisive fasi di post-produzione. Il documentario arriverà prossimamente nelle sale cinematografiche, pronto a svelare al grande pubblico l’anima irrequieta e geniale dell’uomo che seppe disegnare un’icona immortale.