Paolini batte Eala ed è ai quarti: ora sogna a Wimbledon
(Marco Calabresi) Flavio Cobolli sul campo numero 1, Jasmine Paolini sul centrale. L’Italia pianta bandiere tricolori sui prati dell’All England Club: Jas lo fa davanti a Roger Federer, il suo idolo d’infanzia, e davanti a un’altra eccellenza dello sport made in Italy come Kimi Antonelli. Nel suo box, invece, il sorriso di Tathiana Garbin e quello di Sara Errani, sempre più coach e sempre meno compagna di doppio: Paolini, per poter risorgere in singolare, anche per colpa di un problema al piede ha dovuto sacrificare il due contro due, ma ne sta valendo la pena. Il 6-4 4-6 6-3 sulla filippina Alexandra Eala, che aveva eliminato la campionessa in carica Iga Swiatek, le vale il ritorno nei quarti di finale e una sfida difficile ma non impossibile contro l’ucraina Marta Kostyuk, in un tabellone che ha già perso le prime tre teste di serie, Sabalenka, Rybakina e Swiatek e dove, nella parte bassa, la più alta potrebbe essere la ceca Linda Noskova, numero 9. Tradotto: tutto è possibile. Anche fare meglio della finale persa soltanto due anni fa.
L’avvio di Jasmine era stato eccellente, sul livello della partita stravinta due giorni fa contro Sakkari: break nel quarto game, rimonta di Eala sul 5-4, straordinaria reazione di Paolini, con un errore di rovescio della filippina che ha chiuso il primo set. Nella lotta a colpi di variazioni, Jasmine ha iniziato in sofferenza il secondo set: scampate le tre palle break nel game di apertura, ha perso il servizio (2-1), se lo è ripreso subito dopo, ma in generale non è riuscita a tenere alto il livello del suo tennis, con logica conseguenza un epilogo al terzo. Un solo punto perso (su 17) con la prima da Jasmine, quattro su 14 da Eala nel set decisivo: a spezzare l’equilibrio un solo break, arrivato con un doppio fallo unito a un errore di rovescio. Jasmine è andata a servire per il match, è andata sotto 0-30, ma l’ha chiusa con quattro punti di fila.
«Camminare su questo campo è qualcosa di speciale – le parole di un’emozionatissima Paolini -. C’è una bellissima atmosfera: non c’è niente di meglio che giocare a tennis qui. Mi sento fortunata a giocare sul centrale e a vincere ancora. Ringrazio Roger (Federer, ndr) per essere venuto: è il mio idolo, mi sono detta di essere concentrata e non pensare che fosse qui». E pensare che il suo torneo era iniziato con uno 0-6 in 25 minuti contro l’americana Robin Montgomery: «Sono venuta qui senza tanti match sulle gambe. Dopo il primo set del primo turno ho detto che peggio non sarebbe potuta andare. Sono rimasta lì, game dopo game: l’erba è una superficie un po’ strana, puoi odiarla ma quando inizi a conoscerla puoi trovarti bene». Jas arrivava senza tanti match sulle gambe, ma anche senza certezze: «L’anno è stato duro: ci sono stati momenti difficili, ma abbiamo continuato a lavorare con il team che mi ha aiutato. Partita dopo partita mi sento sempre meglio e credo di essere sulla strada giusta: l’importante è divertirsi». Potrà farlo ancora, sognando.