La Russia rischia una crisi bancaria “esplosiva” perché gli istituti di credito si stanno facendo carico di gran parte del peso dell’economia di guerra del paese, avverte un rapporto dell’intelligence statale europea visionato da Reuters. Mentre l’Unione Europea si prepara a imporre una serie di nuove sanzioni. Il documento di due pagine, redatto nelle scorse settimane per informare i funzionari europei sulla situazione delle banche russe, ne evidenzia la vulnerabilità a ulteriori restrizioni occidentali.
Sebbene le banche russe abbiano per lo più resistito alle sanzioni imposte dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte di Mosca nel 2022, il rapporto di giugno afferma che il deterioramento dei prestiti e il crescente indebitamento delle famiglie creano un rischio “esplosivo”, proprio mentre l’UE si prepara a finalizzare un 21esimo pacchetto di sanzioni che spera di concludere a luglio, prendendo di mira banche e reti di criptovalute.
La banca centrale russa si è rifiutata di commentare la valutazione, sebbene di recente abbia minimizzato i rischi di una grave crisi bancaria. Con il costo di una guerra quadriennale con l’Ucraina che ha prosciugato le casse dello Stato, la Russia si è affidata sempre più alle banche per sostenere imprese e debitori. Il rapporto afferma che ciò ha gravato le banche di rischi, mentre l’economia vacilla.
I dati
Il Ministero dell’Economia ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del prodotto interno lordo, portandole allo 0,4% nel 2026 rispetto all’1,3% previsto in precedenza, e all’1,4% nel 2027 rispetto al 2,8%. Il rapporto dell’intelligence, intitolato «Nota sulla probabilità di una crisi bancaria in Russia nel 2026», affermava che le banche erano state spinte a concedere prestiti agevolati ad aziende del settore della difesa, acquirenti di case e altri. Il rapporto – come spiega Reuters – rilevava inoltre che i programmi di credito statali, le ristrutturazioni dei prestiti e il sostegno governativo mascheravano la vulnerabilità delle banche. «La situazione crea l’illusione di un’economia dinamica che, in realtà, cela una situazione esplosiva che uno shock economico, come un ambizioso pacchetto di sanzioni contro le banche, potrebbe innescare», afferma il rapporto.
Secondo gli autori, i prestiti concessi ad aziende del settore della difesa, a progetti regionali finanziati dallo Stato e ai proprietari di case hanno incrementato la quantità di prestiti che potrebbero non essere mai rimborsati. Il rapporto stima che il 10% dei prestiti alle imprese sia a rischio, un forte aumento rispetto al 2024, mentre alcune grandi banche hanno segnalato tassi di crediti in sofferenza al dettaglio che hanno raggiunto il 15% nel 2025.
Bancarotta
Il rapporto afferma inoltre che oltre 500.000 russi hanno dichiarato bancarotta nel 2025, quasi un terzo in più rispetto all’anno precedente, mentre i programmi statali hanno incoraggiato più di 13 milioni di russi a contrarre almeno tre prestiti contemporaneamente. Il vice governatore della banca centrale russa, Filipp Gabunia, ha dichiarato il mese scorso che “le vulnerabilità nel settore finanziario non sono critiche”, sottolineando che il cuscinetto di capitale delle banche si trova al livello più alto degli ultimi tre anni, mentre i crediti in sofferenza delle imprese, pari al 4%, sono rimasti invariati nell’ultimo anno e mezzo. “L’economia russa è in fase di stagnazione, ma il predominio dello Stato e delle spese per la difesa significa che non vi è una crisi finanziaria imminente”, ha affermato Chris Weafer, esperto di Russia presso la società di consulenza Macro Advisory.
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