Ci perdonino le altre hit dell’estate, ma America gioca da sempre un campionato a parte: nel 1979 Gianna Nannini ne aveva fatto libertà allo stato puro, un inno sessuale travestito da cartolina americana. E quest’estate quella libertà torna, ma con la voce di chi ha visto il sogno sciogliersi davanti agli occhi. Il titolo lo dice già tutto: da America a America Inc.. Dal mito alla corporation, dalla terra promessa alla sua versione venduta, quotata, impacchettata. Dalla Statua della Libertà che ti guardava dritto negli occhi a quella che cola, disfatta, sotto il peso della propria leggenda.

E se il sogno americano si è squagliato – parola di Gianna – a raccontarlo oggi non poteva che essere Marracash, l’unico capace di stare accanto a Nannini senza sembrare un featuring di comodo. Perché Marra l’America l’ha già smontata pezzo per pezzo nei suoi dischi, chiedendosi chi voglia ancora essere americano, a parte i rapper. Insieme non fanno una hit, fanno una diagnosi. Lei resta Gianna: ruvida, libera, impossibile da addomesticare. Lui entra senza toglierle ossigeno, aggiungendo una buona quota di disincanto.

Gianna Nannini e Marracash sono la coppia dellestate 2026 che volevamo

Sono la coppia dell’estate 2026 che volevamo anche senza saperlo: quella che, invece di regalarci un tormentone, ci restituisce lo specchio di quello che siamo diventati. Noi, non l’America. E forse è proprio questo il vero colpo di genio: farci ballare mentre ci dicono, con due generazioni e due linguaggi diversi ma la stessa urgenza, che forse – ci piace aggiungere almeno un forse, perché in fondo restiamo ottimisti – non c’è più niente da festeggiare.