di
Chiara Maffioletti
Polemiche sulle scene censurate nella versione per dvd e tv. Il produttore Valsecchi: «Censura? Anche Christian era d’accordo»
«Madonna mia che ansia teribbile». Per una volta, il meme forse più condiviso con Christian De Sica, tratto da Vacanze di Natale ‘95, potrebbe essere la sintesi della polemica che lo vede coinvolto, suo malgrado. Al centro della discussione c’è un altro film da lui diretto e interpretato, Simpatici & antipatici, del 1998. Un titolo che non aveva avuto un grande successo al cinema a ma che poi, anno dopo anno, a furia di essere trasmesso in tv, è riuscito a diventare un piccolo cult.
Al punto che, lo scorso autunno, dopo 27 anni, è uscito il dvd ufficiale. Ma è bastato un attimo perché molti fan si accorgessero che, rispetto alla versione originale, erano state tagliate diverse battute. E nemmeno secondarie ma, anzi, le perle più lucenti di quella commedia scorretta e pure un po’ cafona di cui De Sica è il principe. Non c’è, per esempio, il «te ricordi che bucio di cu… che t’ho fatto?» con cui De Sica evocava alla sua compagna dolci memorie di una performance sessuale di qualche tempo prima o anche la risposta del personaggio interpretato da Gianfranco Funari — un palazzinaro — quando quello di Monica Scattini gli confessa di votare Ulivo: «A Nico’, ma vattela a pià ner…».
Bene, ora questa versione «ripulita» del film sta facendo parlare nuovamente di censura agli spettatori che la trovano disponibile su Cine34, canale Mediaset dedicato al cinema, raggiungibile anche con altre piattaforme. «Sono in Giappone, sto girando un film — fa sapere De Sica —. Facessero come gli pare». Quindi, una riflessione sulla storia di quel suo progetto, su cui oggi si è abbattuta la cancel culture: «Simpatici & antipatici era un bel film ma è stato sempre penalizzato. Il povero Funari assomigliava a Previti e allora fu tolto il film dalla programmazione. Io non volevo raccontare di Previti ma di un palazzinaro romano. Con il tempo è diventato un cult. Peccato non averlo difeso».
Peccato non averlo difeso, quindi, ma in realtà è tutto frutto — come riferito da Mediaset — di una decisione del produttore, Pietro Valsecchi, che spiega: «Mi fa piacere che si parli ancora di un film che ha 28 anni e che resta uno schiaffo alla società. La nostra non era censura: pensando al dvd e alla tv che avrebbe potuto trasmetterlo a ogni ora, abbiamo tolto le battute più volgari». Sorpreso dalla reazione dei fan, Valsecchi rilancia: «I tagli erano stati fatti in accordo con il regista ma possiamo proporre a Mediaset anche la versione integrale».
Sarebbe una buona notizia anche per De Sica, diventato il paladino dell’anti-politicamente corretto, autore di una comicità rotonda, di pancia. «È una vita che faccio ruoli di misogini e maschilisti, si ride con il demonio», aveva efficacemente spiegato a La Stampa. Per uscire poi dalla metafora, De Sica aveva bollato il politicamente corretto come «una stronzata», lamentandosi nel vodcast di Gazzoli del fatto che «oggi non è più possibile dire niente… io dicevo delle cose terrificanti… Per far ridere bisogna essere cattivi.
La vecchia che casca è terribile ma fa ridere». E ancora: «Si ride col demonio non con San Francesco: San Francesco non fa ridere, ti può aprire il cuore ma è di una noia bestiale». In conclusione, quindi, «oggi non si può più dire niente, siamo arrivati ormai all’assurdo», aveva sintetizzato. Ammettendo che se «ripetessi oggi certe battute dei film prodotti da De Laurentiis, mi metterebbero in carcere».
Lui, figlio d’arte, uomo di grande garbo, ha spesso dichiarato di aver pagato un pesante pegno per le sue scelte professionali, non sentendosi mai del tutto accettato dall’intellighenzia del cinema. Questo nonostante, negli anni, abbia dimostrato di poter indossare tranquillamente gli abiti dell’attore drammatico, all’occorrenza. Ma De Sica è entrato nel cuore delle persone con altro. Con i cinepanettoni che riempivano i cinema di tutta Italia ogni Natale, trafitti di battute «delicatissime» come quella — ma è solo una tra tante — di Vacanze di Natale 1990, quando rivolgendosi a Boldi gli chiede: «Ma chi è a’ panzona? Ah la tua signora? Ammazza pareva un dinosauro. Ma che te sei sposato a Jurassic Park?». Frasi scorrette, maschiliste, perfino razziste. Ma che hanno fatto ridere moltissime persone. E pazienza se fossero anche «‘na cafonata».
7 luglio 2026 ( modifica il 7 luglio 2026 | 07:13)
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