Le dichiarazioni nell’interrogatorio dell’ex capo della Nord: “L’Inter era impeccabile, tutto passava dalla Digos. La ‘ndrangheta era anche nella curva del Milan”
Guendalina Galdi e Andrea Ramazzotti
7 luglio 2026 (modifica alle 09:08) – MILANO
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La presenza della ‘ndrangheta non solo nella curva interista ma anche in quella del Milan, con la cosca calabrese Trimboli; la distribuzione dei biglietti alla tifoseria da parte dell’Inter, criticata perché “impeccabile” e perché non dà vantaggi agli ultras; la divisione dei soldi tra le due curve per le semifinali di Champions 2023 e i rapporti di alcuni calciatori nerazzurri con gli ultras: eccoli alcuni dei passaggi più significativi degli interrogatori non omissati resi da Marco Ferdico, ora “pentito” come Andrea Beretta. I due ex capi della curva Nord hanno dunque condiviso, oltre agli affari, anche il percorso giudiziario.

‘ndrangheta nella sud—
Ferdico, in Procura a Milano ai pm Stefano Ammendola e Paolo Storari, insieme al pubblico ministero dell’antimafia Giovanni Musarò, tra le altre cose ha spiegato i rapporti tra gli ultras del Milan e il clan legato alla ‘ndrangheta. E lo ha fatto raccontando un episodio del 2023: “Prima della finale (in realtà semifinale, ndr) di Champions League Inter-Milan io, Bellocco e Norrito siamo andati da Luca Lucci (capo degli ultras del Milan, ndr) al suo bar, nell’occasione era presente anche Cataldo. In questa occasione abbiamo stipulato un patto in virtù del quale chiunque fosse andato in finale avrebbe dato il 30% dell’incasso all’altro”. Lucci però, ha proseguito Ferdico, “non ci rispose immediatamente in ordine alla bontà dell’offerta, in quanto doveva compulsare un’altra persona, che al momento io non capii chi fosse. Mandò Cataldo a consultare questa persona e, quando Cataldo tornò, disse che aveva avuto l’assenso, utilizzando nei confronti di Antonio Bellocco l’espressione “ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina”, tutto ciò in dialetto calabrese. Io poi chiesi a Bellocco chi fosse la persona che Cataldo era andato a consultare, e lui mi disse Sarino Trimboli”. Chi è Trimboli? Un pluripregiudicato calabrese condannato insieme a Lucci per narcotraffico. Era lui “che parava i colpi a Lucci dai santolucoti, che erano interessati a pigliarsi la curva del Milan, ma per far mangiare Sarino, che è un compare, non rompevano le p.… a Lucci”. Ai milanisti andarono 130 mila euro in contanti e 20 mila in gadget, che poi Lucci avrebbe venduto per la finale di Champions sul maxischermo. Ma le curve hanno condiviso affari anche grazie alla birra. Ferdico ha raccontato di un aumento dei prezzi, al quale Lucci e Beretta avevano risposto con un “accordo”, e così ““il costo della birra per gli ultrà scese”.
inter e biglietti—
Eccoci agli affari nella curva nerazzurra con i biglietti. Ferdico è irritato con l’Inter che si è costituita parte civile. “La società un dito infilato nel sedere… Tutto dalla Digos, passava tutto tramite Digos. La società, per quanto mi riguarda, è impeccabile: non ci dava i biglietti che chiedevamo”. Quanti ve ne dava? “Tutti quelli che si concordava via email con la Digos. Su questo erano intransigenti… tutto in trasparenza”. Ma, voglio dire, quanti biglietti chiedevate questi vi venivano dati? “No”. E poi, a proposito della scelta dell’Inter di costituirsi parte civile: “Di una cosa sono rimasto male, […], che, penso imbeccata dalla Procura, mi chiede i soldi a me… Cioè tu mi davi i biglietti, tu mi facevi fare le liste, tu mi chiedevi l’anima, perché comunque ti organizzavamo tutto, coreografie… e poi ti metti Parte Civile per cosa?”.
rapporti con i calciatori—
Sollecitato infine sui rapporti con la squadra, Ferdico ha fatto alcuni nomi ma poi nel corso dell’interrogatorio si è soffermato su due in particolare: il primo è Federico Dimarco. “Volevamo andare dal procuratore di Dimarco a dirgli che ci doveva dare i soldi, però non siamo mai andati. E Dimarco ci aveva promesso (a Ferdico, Bellocco e Beretta, ndr) che ci regalava un anello che aveva fatto per tutta la squadra con un brillante, per la seconda stella, ma ci hanno arrestati. E si era proposto, però senza estorsione, tramite un ragazzo che lo segue. Noi eravamo amici con lui che ci disse: “Va’ che ne ha fatti fare tre anche per voi…”, però non posso considerarla un’estorsione”. E ancora: “Dimarco ci chiedeva un coro più bello, perché Calhanoglu aveva quel coro… E lui era solo “Federico Dimarco…” (canticchia). E dice: “Io son cresciuto a Milano… a lui gli fate un coro che si alza tutto lo stadio…”, cioè piccolezze e noi poi prendevamo spunto…”. Il turco è un altro dei giocatori nominati da Ferdico. Con lui ha detto che andava “a fare l’aperitivo” e che più in generale “si sentiva” (“Sono andato a Berlino, invitato da lui in un albergo dove alloggiava la Turchia”), prima di allargare il discorso all’utilità di essere così vicino a un elemento di spicco della squadra: “Ma perché comunque andare a cena con un calciatore… cioè è una bella figata, no? Io sinceramente a Calhanoglu in due anni non gli ho mai chiesto niente, però, dai, è una bella cosa, anche a livello mediatico, perché comunque poi noi eravamo diventati molto mediatici. Cioè mi taggava nelle storie, io lo taggavo e lui mi ritaggava e io mi prendevo 20/30.000 follower, erano 20/30.000 contatti…”. Tutti utili per aumentare il giro d’affari dei biglietti.
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