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Redazione Sport
Cristiano Ronaldo lascia il Mondiale in lacrime ma non chiude con il calcio. A 41 anni saluta la Nazionale con 146 gol e tre titoli: «Me ne vado al top e con la coscienza pulita»
Le lacrime di Cristiano Ronaldo al termine di Portogallo-Spagna resteranno fra le immagini cult di questi Mondiali. Il suo sguardo immobile al centro del campo, mentre la Spagna festeggia il gol di Merino nel recupero, dice tutto: il sogno di un finale diverso si è infranto a Dallas nella sfida generazionale contro Yamal. Il suo sesto e ultimo Mondiale — in una storia iniziata nel 2006 — finisce agli ottavi.
In zona mista, dopo la partita CR7 non si nasconde. «Ho giocato 23 anni in nazionale e ho vinto tre titoli. Prima di me, il Portogallo non aveva vinto nulla. Il Campionato europeo del 2016 è stato il più importante, ha per me la stessa importanza dei Mondiali. Me ne vado con la coscienza pulita, al massimo delle mie capacità». Poi, quando qualcuno azzarda la parola ritiro: «Non prendo decisioni sull’onda dell’emozione. Sarò io a decidere quando smettere, non voi».
Eppure qualcosa si è spezzato: Ronaldo è il solo giocatore ad aver segnato in sei Mondiali consecutivi, ha chiuso la carriera iridata con 11 reti in 27 presenze complessive, di cui tre in questa edizione, a un passo dai 42 anni. L’uomo che aveva avvisato «darò tutto fino all’ultimo secondo» è stato di parola: tre tiri tentati contro Unai Simon, compreso un colpo al volo, di destro, in semirovesciata su sponda di Joao Felix, fermato in tuffo dal portiere spagnolo in una delle parate più belle del torneo. Poi le lacrime, l’abbraccio finale con Yamal — un passaggio di consegne — e gli applausi di uno stadio che lo ha sempre venerato, anche quando indossava la maglia avversaria.

«Questa è la vita di un calciatore: a volte si vince, a volte si perde, e bisogna andare avanti», ha detto. Domani è un nuovo giorno. La carriera in nazionale, con 233 presenze e 146 gol, è finita. Quella nei club — il contratto con l’Al Nassr scade nel 2027 — no, almeno per ora. E Ronaldo tiene aperta quella porta con la stessa ostinazione con cui ha tenuto aperto tutto il resto. «Non prenderò decisioni affrettate». Che sia l’ultima parola o l’ennesimo rinvio, solo lui lo sa.
7 luglio 2026
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