Per verificare che gli aiuti umanitari arrivassero davvero alle popolazioni colpite dal terremoto, il sindaco di Città di Panama, Mayer Mizrachi, ha escogitato un sistema insolito: nascondere alcuni AirTag all’interno dei pacchi destinati al Venezuela. L’iniziativa, raccontata dallo stesso primo cittadino sui social, è nata con l’obiettivo di garantire trasparenza ai cittadini che avevano contribuito con le loro donazioni.










Dopo il doppio terremoto del 24 giugno, l’amministrazione della capitale panamense ha raccolto circa 100 tonnellate di beni di prima necessità da inviare nelle aree colpite.

Prima della spedizione, Mizrachi ha inserito alcuni piccoli localizzatori Bluetooth di Apple all’interno di confezioni di pannolini, bottiglie d’acqua e detersivi, distribuendoli su diversi bancali e voli senza comunicarlo agli operatori coinvolti. L’idea, ha spiegato in un video pubblicato su Instagram, nasce da una precedente esperienza legata a un uragano che aveva colpito la Giamaica. In quell’occasione Panama aveva inviato aiuti umanitari senza riuscire successivamente a ricostruirne il percorso o la destinazione finale.

I dati raccolti dai dispositivi hanno permesso di seguire gli spostamenti dei pacchi. Secondo quanto mostrato dal sindaco in un reel pubblicato il 5 luglio, quattro AirTag risultano localizzati a La Guaira, una delle aree più duramente colpite dal sisma, mentre un quinto dispositivo si trova a Maturín, città situata a oltre 400 chilometri da Caracas. L’esperimento, condiviso pubblicamente sui social, è stato presentato dal sindaco come uno strumento per documentare il tragitto degli aiuti e offrire ai donatori un riscontro concreto sulla destinazione delle forniture inviate dopo l’emergenza.




Ultimo aggiornamento: martedì 7 luglio 2026, 08:30





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