di
Giuliano Duchessa
La vittoria a Silverstone ha smentito anche i simulatori, con queste monoposto gli strumenti non funzionano bene. E Antonelli spesso deve difendersi da solo contro Hamilton e Leclerc
La seconda vittoria stagionale della Ferrari, a Silverstone, modifica il quadro del campionato. Finora solo Mercedes e il team di Maranello hanno vinto. Questo conferma come il livello tecnico dei due progetti rimanga superiore alla concorrenza. Le reazioni di McLaren e Red Bull finora sono state timide: ognuna ha i suoi problemi. A Woking non sono soddisfatti della fornitura Mercedes, mentre a Milton Keynes monta una certa insofferenza reciproca tra la dirigenza e Max Verstappen.
Pressione sulla Mercedes oltre le attese
Nonostante la sconfitta in casa, la Mercedes conserva ancora il vantaggio assoluto di prestazione. La W17 rimane la monoposto più veloce nel suo potenziale massimo, tuttavia non sempre riesce a trasformarlo in risultati. Kimi Antonelli ha sfruttato meglio di tutti il pacchetto tecnico, mentre George Russell, in diverse occasioni, è apparso meno incisivo di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. L’affidabilità è stata fin qui il nemico numero uno della Mercedes, la squadra di Toto Wolff inoltre non si aspettava una Ferrari capace di mettere così tanta pressione.
Nessun simulatore riesce a prevedere in maniera perfetta il comportamento di queste F1 elettriche
Uno degli aspetti più interessanti riguarda i simulatori. A Maranello le simulazioni indicavano una Ferrari anche 6-7 decimi più lenta su alcuni circuiti, e questo vale anche per Spa. Valutazioni relativamente simili arrivavano anche dagli strumenti utilizzati dalla concorrenza. Il problema è che nessuno sta ottenendo neanche lontanamente la precisione abituale.Le attuali F1 hanno una sensibilità estremamente elevata. L’algoritmo modifica la prestazione in funzione del carico aerodinamico realmente prodotto in pista, ma le variazioni di grip cambiano la resa in trazione. La trazione modifica poi il modo in cui viene utilizzata l’energia elettrica. A quel punto la simulazione perde precisione. È una catena di eventi che oggi nessun modello riesce ancora a riprodurre perfettamente.
Un nuovo ibrido
Per gli ingegneri il tempo sul giro è diventato un equilibrio tra tre fattori: aerodinamica, trazione e dispiegamento elettrico. Ognuno pesa quasi quanto gli altri. Se uno dei tre elementi esce dalla finestra ideale, la prestazione complessiva cala rapidamente e il setup va in tilt. La Ferrari è la squadra che ha modificato di più la vettura nelle ultime settimane. Il primo salto è arrivato con il pacchetto aerodinamico di Barcellona. In Austria è stata introdotta la prima evoluzione della power unit ADUO. È passato quasi inosservato anche l’impiego di una nuova specifica di Mgu-k, inserita nel pool insieme all’aggiornamento del motore endotermico e del turbocompressore.
Gli sviluppi non si fermano, altre novità dopo l’estate
Il lavoro prosegue sotto la guida del direttore tecnico Loic Serra, mentre a Silverstone era presente nel box anche il capo dell’aerodinamica Diego Tondi, segnale che lo sviluppo aerodinamico della SF-26 resta una priorità assoluta. Il terzo pacchetto importante di prestazione è atteso dopo la pausa estiva, con debutto previsto a Zandvoort. Comprenderà componenti prestazionali e alcune specifiche dedicate al tracciato da alto carico.
Mercedes più cauta sugli aggiornamenti
La Mercedes, invece, ha scelto una strategia più conservativa. Il vantaggio accumulato nella prima parte della stagione ha consentito di procedere con aggiornamenti meno aggressivi, senza alterare l’equilibrio della W17. Dopo l’intervento della Fia sulle limitazioni al diffusore, alcune specifiche deliberate per quell’area sono state accantonate. Questo poteva apparire uno svantaggio o un rallentamento, tuttavia anche la Ferrari aveva rinunciato ad alcune parti piuttosto complesse che avrebbe potuto avere delle conseguenze.
Divario ridotto, ogni sviluppo può valere più di quanto calcolato
Il Mondiale è meno chiuso rispetto a qualche settimana fa. Eppure la Mercedes resta il riferimento. Ferrari, grazie allo sviluppo continuo, ha ridotto il divario. E in una stagione nella quale persino i simulatori faticano a interpretare il comportamento delle vetture, ogni aggiornamento può cambiare gli equilibri molto più di quanto suggeriscano i dati teorici. Non ultimo, quando la lotta è più serrata, gli ingegneri sanno bene che l’affidabilità è importante quanto le prestazioni.
7 luglio 2026 ( modifica il 7 luglio 2026 | 09:08)
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