“C’è un pezzo di storia architettonica italiana quasi rimosso, ma attualissimo, costruito in Libia da architetti e ingegneri italiani nella prima metà del ‘900: edifici pubblici, scuole, ospedali, quartieri, sperimentazioni progettuali”. Così Walter Baricchi, architetto vicepresidente dell’Ordine degli architetti di Reggio, curatore della mostra internazionale: “Il razionalismo libico”, che rimane aperta fino al 10 luglio, al capannone 17 del Tecnopolo (Capannone 19).
L’esposizione è nata nell’ambito del protocollo di cooperazione ufficiale siglato tra il Libyan Board of Architecture e diversi Ordini degli Architetti italiani, fra cui Reggio. La mostra è composta da 20 pannelli sulla storia dell’architettura italiana in Libia dal 1911 al 1945. Baricchi è facilitatore degli scambi culturali tra Italia e Libia e vicepresidente dell’Associazione di amicizia e cooperazione Italia-Libia, dice:” Sono architetture che costituiscono un modello di straordinaria modernità anche per la capacità di adattarsi al clima, al paesaggio mediterraneo.
Un patrimonio poco noto, di enorme valore culturale e architettonico, ho curato e presentato la mostra a Tripoli, ora approda a Reggio.
“E’ un’eredità architettonica molto significativa – spiega Baricchi – lì giovani architetti e ingegneri italiani, hanno realizzo sperimentazioni difficilmente realizzabili in patria, con maggiore libertà espressiva, sviluppando modelli di razionalismo che non è solo linguaggio estetico, ma una ricerca concreta sulle condizioni ambientali: caldo estremo, tempeste di sabbia, ventilazione, inerzia termica dei materiali, caldo e raffrescamento degli edifici, non è secondario. Trovano soluzioni specifiche, oggi, queste esperienze sono utili, molte soluzioni libiche ci insegnano”.
Tanti edifici pubblici ‘sopravvivono’, soprattutto a Tripoli, mentre Bengasi ha perso una parte consistente del proprio patrimonio per la guerra e i conflitti. Spiega Baricchi: “Gli edifici pubblici sono meglio conservati anche se moltissimi sono in stato di abbandono da decenni, perfino in aree centrali della città”.
Tra Reggio e Libia c’è un rapporto forte con attività edilizia, macchine e meccanica agricola, qui vive una delle comunità libiche più stabili e radicate del territorio, composta, in larga parte, da imprenditori e professionisti.
Baricchi ha operato direttamente in Liba tra il 2009 e il 2011, “Ho continuato a lavorare soprattutto come supporto istituzionale, coadiuvando l’Ambasciata italiana e le autorità locali nella valorizzazione del patrimonio architettonico sfociata nella guida: ‘Itinerari di architettura italiana a Tripoli. Dall’eclettismo al razionalismo”, pubblicata col sostegno della nostra Ambasciata, nell’ambito del Festival dell’Architettura 2025-progetto Rigenera.
Orari di visita: Tecnopolo-Capannone 19: dal lunedì al venerdì: 8.30/18.30; tel.+39 0522 272831; info@reinnova.it; vm.cpureggioemilia@gmail.com