Perquisizioni in corso nelle sedi di Bari, Napoli e Filmauro: tra le accuse anche l’operazione Caprile, la Procura chiede il fallimento del club pugliese
Aurelio e Luigi De Laurentiis sono indagati dalla Procura di Bari per i reati di false comunicazioni sociali e di bancarotta fraudolenta impropria, contestata sotto tre diversi profili: per distrazione, da reato societario e da operazioni dolose, nell’ambito della procedura di liquidazione giudiziale aperta per l’insolvenza del Bari. Sono in corso perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi della società pugliese, del Napoli e della Filmauro nell’ambito di un’indagine scaturita da approfondimenti su bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione del club barese. Da questi, sarebbe emerso che il Bari è in perdita sistemica (circa 30 milioni di euro nel periodo 2019-2025) e “risulta gravata da rilevante deficit patrimoniale e da consistente esposizione debitoria, in assenza di un concreto piano di riequilibrio”. Secondo la Procura, la società versava in una situazione di grave squilibrio economico, patrimoniale e finanziario, aggravata da una serie di operazioni che avrebbero contribuito al dissesto.
i dettagli—
In particolare, tra le contestazioni mosse dalla Procura di Bari a Luigi e Aurelio De Laurentiis figura anche l’operazione che ha portato al trasferimento del portiere Elia Caprile (oggi al Cagliari). Le perquisizioni in corso coinvolgono inoltre tre direttori sportivi e un procuratore, che non risultano indagati, ritenuti coinvolti a vario titolo nella cessione del giocatore tra Bari e Napoli. Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, nel bilancio del club pugliese sarebbero stati “esposti fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, ovvero omesse informazioni la cui esposizione era necessaria ai fini di una corretta valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società”. Per gli investigatori, in particolare, il bilancio non avrebbe adeguatamente rappresentato la natura infragruppo dell’operazione, i criteri utilizzati per determinare il corrispettivo della cessione, la valutazione del potenziale valore futuro del calciatore e le ragioni della rinuncia a qualsiasi partecipazione alla futura plusvalenza.
l’affare caprile—
Nel dettaglio, il Bari aveva acquistato il cartellino di Caprile dal Leeds, riconoscendo al club inglese premi legati a un’eventuale futura rivendita. Nel luglio 2023 il portiere è stato poi ceduto al Napoli per 2,2 milioni di euro, ma, secondo gli investigatori, “in assenza di qualsivoglia clausola di partecipazione al futuro plusvalore”. Un plusvalore che si sarebbe successivamente concretizzato con la cessione di Caprile al Cagliari per circa 8 milioni di euro. Per questa vicenda i destinatari delle perquisizioni, pur non essendo indagati, sono gli ex direttori sportivi di Bari e Napoli, Ciro Polito, Cristiano Giuntoli (in carica al Napoli fino al giugno 2023 e oggi direttore sportivo dell’Atalanta) e Mauro Meluso (direttore sportivo azzurro da luglio 2023 a maggio 2024), oltre al procuratore del calciatore, Graziano Battistini. La Procura ritiene che possano custodire documentazione, comunicazioni, bozze contrattuali e altri elementi utili a ricostruire la trattativa e la definizione dei termini economici dell’operazione.
Le accuse—
Dalla consulenza tecnica disposta dalla Procura di Bari emerge che, nel luglio 2023, il Bari – che secondo gli inquirenti “versava in uno stato di erosione totale del capitale sociale in ragione di perdite sistemiche dal 2019 al 2024” – ha ceduto il portiere Elia Caprile al Napoli. Come ricostruito negli atti, dopo una stagione con la maglia biancorossa il trasferimento è stato perfezionato per 2,2 milioni di euro, determinando il passaggio integrale al Napoli anche del potenziale plusvalore futuro legato al calciatore. Secondo la Procura, il Napoli ha poi impiegato Caprile in maniera “del tutto marginale” in prima squadra, limitandone l’utilizzo a quattro presenze ufficiali nell’arco di due stagioni, per poi valorizzarlo attraverso il prestito all’Empoli. Una scelta che, si legge negli atti, “ha consentito a Caprile di maturare esperienza, visibilità e valore di mercato”, fino alla successiva cessione a titolo definitivo al Cagliari per una cifra stimata di circa 8 milioni di euro. Per gli inquirenti, tuttavia, quel percorso di valorizzazione avrebbe potuto essere realizzato anche dal Bari oppure, quantomeno, il club pugliese avrebbe dovuto tutelarsi mantenendo una clausola di partecipazione alla futura rivendita. La rinuncia a qualsiasi diritto sul plusvalore avrebbe invece trasferito integralmente al Napoli il valore economico futuro del calciatore, determinando – secondo la ricostruzione accusatoria – un danno patrimoniale per il Bari e contribuendo ad aggravarne il dissesto. Un’operazione che avrebbe generato una plusvalenza di circa 7 milioni di euro, “totalmente sottratta al Bari”, secondo la ricostruzione degli investigatori.
La richiesta di fallimento—
Dagli atti emerge inoltre che la Procura di Bari ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale della SSC Bari per insolvenza, dopo aver accertato, sulla base di una consulenza tecnica sui bilanci dal 2019 al 2025, un “grave squilibrio economico-patrimoniale tale da compromettere la continuità aziendale”. Secondo gli inquirenti, il patrimonio netto del club è negativo dal 2022 per effetto di perdite sistemiche maturate dal 2019, mentre il mantenimento dell’equilibrio societario sarebbe stato possibile soltanto grazie agli interventi straordinari del socio unico Filmauro, tra immissioni di nuova finanza, rinunce a crediti e rivalutazione del marchio. Tra gli elementi contestati figura anche la decisione dell’organo amministrativo di rinviare la copertura della perdita da circa 7,5 milioni di euro relativa all’esercizio 2021 sfruttando le deroghe previste dal cosiddetto “Decreto Liquidità” emanato durante l’emergenza Covid. Per la Procura, pur trattandosi di una facoltà prevista dalla normativa, tale scelta si inserirebbe in un contesto di perdite reiterate e di progressivo deterioramento della situazione economico-finanziaria della società.
La Gazzetta dello Sport
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