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Redazione Online
L’allarme quando non si sono presentati al lavoro. La coppia è stata cercata nelle montagne venete e del Friuli
Sono stati ritrovati e stanno bene Davide Cesaroni e Chiara Pesaresi, la coppia di escursionisti di Osimo (Ancona) dispersa sulle Dolomiti tra Veneto e Friuli. Di loro non si aveva più notizia da mercoledì 1 luglio, quando non c’era stato più alcun contatto telefonico da parte di familiari e amici, mentre i due, lei 38 anni, lui 42, si trovavano sugli Spalti di Toro, un gruppo montuoso delle Dolomiti friulane. Per quasi sei giorni la coppia è stata cercata fra i monti del Friuli e del Veneto.
Le ricerche tra Friuli e Veneto
Lunedì 6 luglio era scattato l’allarme perché marito e moglie non si erano presentati al lavoro. La loro macchina era stata rinvenuta parcheggiata vicino al rifugio Pordenone ed erano partite le ricerche sia sulle montagne venete, che su quelle del Friuli Venezia Giulia, con l’impiego di mezzi e uomini di Soccorso alpino – Centro Cadore e Valcellina – Guardia di finanza, Vigili del fuoco e diversi elicotteri. Da subito l’ipotesi più probabile era che i due si trovassero sul versante del Friuli Venezia Giulia, ma le ricerche erano state estese oltre il confine con il Veneto: lunedì mattina, alle 5.30, due squadre del Soccorso alpino del Centro Cadore e di Pieve di Cadore impegnate nelle ricerche si erano ritrovate al campo Sportivo di Vallesella con il Centro mobile di coordinamento per un’ulteriore indagine sul versante cadorino, nel Bellunese.
Gli escursionisti bloccati in una casera
La mattina del 7 luglio i soccorritori sono concentrati sul Friuli: obiettivo della perlustrazione il sentiero Marini, un percorso dismesso e di difficile percorrenza, che collega la forcella Spe al rifugio Pordenone, attraverso il bivacco Gervasutti, a circa duemila metri di altitudine. Era già stato sorvolato domenica, ma si riteneva da dover approfondire la perlustrazione a piedi e in volo. Una squadra è stata quindi trasportata a forcella Spe dall’elicottero dell’Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per incamminarsi lungo il sentiero dismesso; una seconda squadra ha invece proseguito in volo per una ricognizione dall’alto. Ed è stato dall’elicottero che i soccorritori hanno individuato i due escursionisti in mezzo al bosco, vicini ai ruderi di casera Col Cadorin. I volontari hanno intravisto l’uomo sul sentiero, un soccorritore si è fatto subito sbarcare per parlare con lui e c’è stata la conferma. La coppia stava bene, anche se provata dai lunghi giorni all’addiaccio, e si trovava bloccata in quel luogo da lunedì.
Partiti dal rifugio Pordenone, erano passati dalla val Montanaia, erano scesi di nuovo al rifugio Pordenone per poi prendere il sentiero da forcella Spe. Purtroppo erano stati costretti a fermarsi dalle condizioni improponibili del percorso, franato e con ripidi ghiaioni di pietra dura, senza riuscire a tornare sui propri passi. Si erano fermati nei pressi dei ruderi perchè c’era un torrentello da cui si sono potuti almeno dissetare in tutti questi giorni. Lunedì hanno raccontato di aver sentito gli elicotteri in ricognizione, ma senza riuscire a farsi vedere. Tre volontari sono stati lasciati con loro per verificarne le condizioni e preparare il recupero. La coppia è stata poi imbarcata sull’elicottero dell’Air service e trasportata assieme a un soccorritore del Centro Cadore al rifugio Pordenone, per essere affidata al Soccorso alpino della Valcellina.
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7 luglio 2026 ( modifica il 7 luglio 2026 | 12:36)
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