Milano è sempre presente. Lo è nello sguardo, che dalla Torre Velasca abbraccia il Duomo e lo skyline della città, ma soprattutto nell’architettura che lo accoglie. Quando i BBPR la progettarono, non immaginarono un semplice grattacielo: volevano restituire, nelle forme e nelle proporzioni, “l’atmosfera della città”. È partendo da questa duplice anima – la città osservata e la città costruita – che Paolo Frello & Partners ha progettato il nuovo headquarter di Excellera Advisory Group, convertendo il workplace contemporaneo in un confronto con la memoria del luogo. L’intervento, che occupa il decimo e il quindicesimo piano della torre, prende forma proprio da questa riflessione: si possono ripensare gli spazi del lavoro situati all’interno di un edificio fortemente identitario senza alterarne il carattere? Piuttosto che introdurre un nuovo linguaggio, lo studio ha scelto di lavorare per continuità, rileggendo l’architettura esistente attraverso un intervento misurato, capace di coniugare esigenze contemporanee, qualità degli ambienti e rispetto della memoria.
Marco Reggi
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Lontani sia dall’estetica impersonale di molti uffici corporate che da intenti celebrativi, gli spazi sono pensati come ambienti in cui, oltre a lavorare, ci si può riconoscere. La qualità quotidiana dell’esperienza diventa il vero tema progettuale: luce naturale, materiali, comfort, sequenze spaziali e relazioni visive costruiscono un’atmosfera calibrata, dove ogni elemento contribuisce a definire un senso di appartenenza. Questa scelta emerge con particolare evidenza al quindicesimo piano, dove la configurazione originaria disegnata dai BBPR è stata preservata e riletta con grande sensibilità. Porte in mogano, sopraluce, imbotti e parte delle finiture storiche vengono recuperati e integrati con nuovi interventi su misura, capaci di inserirsi con discrezione senza alterare il carattere dell’insieme. Il progetto non cerca di imitare il passato, ma ne assume il linguaggio come punto di partenza per una nuova interpretazione.
Marco Reggi
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Al decimo piano, il workplace si apre a una dimensione più dinamica e collaborativa. L’open space organizza aree operative, sale riunioni, spazi informali e zone dedicate alla socialità attraverso una composizione fluida, nella quale arredi custom e sistemi illuminanti progettati ad hoc definiscono lo spazio senza irrigidirlo. Le grandi librerie centrali, in particolare, assumono un ruolo architettonico: non semplici elementi funzionali, ma dispositivi che scandiscono la profondità dell’ambiente mantenendone la continuità visiva. È proprio il progetto degli arredi a diventare uno degli aspetti più significativi dell’intervento. In un edificio dove la memoria architettonica rappresenta un valore da preservare, il furniture design diventa lo strumento attraverso cui costruire una nuova identità degli interni, senza entrare in competizione con quella esistente. Reception, tavoli riunione, librerie, panche e sistemi contenitivi sono concepiti come naturale estensione dell’architettura, contribuendo a definire gli spazi attraverso continuità materica, precisione costruttiva e coerenza formale.
Marco Reggi
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La palette, composta da mogano, metalli bruniti, superfici laccate e tessuti nelle tonalità del verde, del blu petrolio e del rosso ossidato, rafforza questo dialogo con la Torre Velasca, mentre i corpi illuminanti – grandi anelli sospesi e profili lineari – accompagnano la percezione degli ambienti con un linguaggio essenziale, privo di effetti spettacolari. Milano non è soltanto il panorama che entra dalle finestre. È il riferimento culturale che orienta ogni scelta progettuale, la memoria custodita nell’architettura dei BBPR e il contesto con cui i nuovi spazi di lavoro instaurano un dialogo continuo. Paolo Frello & Partners interpreta il workplace come un luogo in cui innovazione e permanenza convivono, dimostrando come il progetto contemporaneo possa costruire il futuro senza rinunciare al valore della memoria.
Marco Reggi
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