di
Alessandra Arachi

Le frasi prima della tragedia: «Il compagno si sceglie e io sono stata molto fortunata in questa nostra reciproca scelta»

Non sono bastati dieci giorni, dodici ore al giorno, ogni giorno. Il corpo di Luigi Cavallari non è stato ancora trovato. Dal 27 giugno i sommozzatori non hanno mai smesso di cercarlo nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo. Quel sabato pomeriggio Luigi Cavallari era in barca con sua moglie, la ministra Eugenia Roccella, e si è tuffato in acqua. Cercava soltanto un po’ di refrigerio. Ha trovato una fine crudele, trattenuto adesso dalle acque infide e melmose di quel lago vulcanico.

Lei, la ministra Roccella, da quel sabato pomeriggio si è chiusa in un dolore composto e il dolore lo abbiamo sentito tutti ieri sera vedendola in televisione mentre parlava del marito con quell’amore vero e purissimo che per cinquant’anni ha segnato la loro vita di coppia. «Il compagno si sceglie e io sono stata molto fortunata in questa nostra reciproca scelta», ha detto la ministra parlando con Monica Setta, su Rai 2, a «Storie di donne al bivio». La trasmissione era stata registrata il 9 giugno scorso e il volto di Eugenia Roccella era disteso e tranquillo.



















































Tranquilla e solida è stata la loro vita di coppia. «Sapere di poter contare su una persona che sa di essere veramente un compagno che ti vuole bene davvero», sono parole che non è frequente sentir pronunciare da una donna che ha da poco festeggiato le sue nozze d’oro.

Aveva diciotto anni Eugenia Roccella quando il destino le ha fatto trovare sul suo cammino quell’uomo mite e discreto, dodici anni più grande di lei, un sorriso dolce che le ha perforato il cuore. «Mio padre Franco mi presentò Luigi in casa di amici e non ci siamo più lasciati», dice la ministra, raccontando la storia della sua «Famiglia radicale», che è il titolo del suo libro. Era andata per questo in tv per parlare di suo padre Franco, uno dei fondatori del partito insieme a Marco Pannella.

Prima del 27 giugno erano in pochi a sapere che Luigi Cavallari era il marito della ministra Roccella, il padre dei loro figli Francesco e Silvia e che nella vita era un ingegnere e un accademico stimato. Eugenia e Luigi della riservatezza avevano fatto la cifra della loro vita di coppia. «Anche come madre sono molto fortunata, ma i nostri figli li amiamo comunque siano», ragionava ieri sera la ministra in televisione mentre i robottini si ritiravano sulle rive del lago di Vico, ricaricandosi per le ricerche del giorno dopo.

Non bastano i sommozzatori per scandagliare i fondali del lago di Vico. Servono i robot per arrivare là dove la scarsa visibilità e le basse temperature impediscono l’accesso agli uomini. E serve il sonar per mappare quei fondali insidiosi. «L’immersione è una risorsa relativamente utile in questo caso, perché una squadra di sommozzatori ne può fare al più due al giorno», dice Rosario Caccavo ,vice comandante dei vigili del fuoco di Viterbo.

Sono annegate sei persone in quindici anni nelle acque del lago di Vico, per riportare a galla ogni corpo c’è voluto sempre molto tempo, settimane, anche mesi. Eugenia Roccella aspetta con il suo dolore composto, è tornata anche nel suo ufficio, al ministero della Famiglia. A Monica Setta ha detto ieri sera: «Luigi mi ha sostenuto tantissimo in tutti i momenti difficili della mia vita». Lo sta facendo anche in queste ore orribili.


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7 luglio 2026