Non va a processo la querelle sulle ultime volontà dello sceneggiatore morto suicida nel 2019
Il produttore Alberto Tarallo (già a capo della Ares film che aveva prodotto molti sceneggiati televisivi) è stato assolto dall’accusa di falso. Non fu lui, dicono i giudici, a manipolare il testamento di Teodosio Losito, lo sceneggiatore morto suicida nel gennaio 2019, nella sua villa di Zagarolo. Il dramma personale di «Teo», suo ex compagno e autore di lavori fortunati sotto il profilo dell’audience, era divenuto un’inchiesta penale negli anni scorsi in seguito alla denuncia del fratello di Losito e alle accuse di alcuni attori della scuderia di Tarallo (in primis Rosalinda Cannavò) che criticavano metodi poco ortodossi del produttore dominus della Ares. Quell’inchiesta era approdata all’accusa di falso sulla base di una perizia calligrafica che aveva appurato differenze fra la calligrafia del suicida e quella del testamento olografo. Oggi il proscioglimento sollecitato dagli avvocati della difesa Franco e Francesca Coppi. Vive invece il processo sul crac della Ares per il quale Tarallo è imputato di bancarotta.
6 luglio 2026 ( modifica il 6 luglio 2026 | 10:53)
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