di
Lorenzo Cremonesi

L’Ucraina punta tutto sui velivoli senza pilota, Mosca risponde con l’uso massiccio di missili balistici

La guerra dei cieli domina lo scenario russo-ucraino. Ha ragione da vendere Volodymyr Zelensky quando al summit della Nato a Ankara dichiara che le nuove tecnologie e i droni di ultima generazione prodotti dalle start-up di Kiev hanno «rivoluzionato» la natura stessa dei conflitti presenti e futuri.

Cambio di scenario

In poco più di quattro anni siamo passati da una dinamica militare maturata nel pieno della Guerra Fredda, che a Mosca s’illudevano fosse determinata dalla loro superiorità di fanterie e carri armati, a una sfida tra ingegneri cultori dell’intelligenza artificiale, che ogni giorno innovano i loro droni per battere quelli avversari. «Ormai oltre l’80 per cento dei soldati caduti e delle perdite di mezzi e materiali nei due eserciti è dovuta ai droni», affermano i due alti comandi nemici. Siamo di fronte a un cambiamento epocale. Zelensky lo paragana a quello della comparsa delle mitragliatrici nelle trincee della Prima Guerra Mondiale. Si potrebbe aggiungere per lo stesso periodo l’introduzione delle mine marine e dei barchini veloci in grado di costringere nei porti intere flotte super-costose. Oggi lo scenario del Golfo ha evidenziato l’impotenza americana e israeliana a fronte degli agili droni iraniani capaci di bloccare lo stretto di Hormuz. Tra Kiev e Mosca questa dinamica è moltiplicata per migliaia di casi, con i droni ucraini che mettono in ginocchio le raffinerie russe e paralizzano la Crimea occupata. L’elemento più nuovo è però rappresentato dalla crescita dei missili balistici di Mosca, contro i quali Kiev oggi non ha abbastanza difese.




















































La lezione di Kiev

Tuttavia, il ruolo degli ufficiali ucraini e delle unità specializzate nei droni è talmente rilevante che ormai negli ambienti militari internazionali è paragonato a quello degli israeliani dopo la strabiliante vittoria nella Guerra dei Sei Giorni nel giugno 1967. Allora i loro istruttori venivano chiamati e lautamente pagati in tutto il mondo affinché insegnassero le loro strategie. Ai nostri giorni sono gli ufficiali ucraini a venire richiesti in gran numero con proposte d’ingaggio faraoniche. Il loro problema resta che nella maggioranza dei casi non possono accettare perché ancora impegnati sul fronte contro le truppe russe.

APPROFONDISCI CON IL PODCAST

I generali di Kiev e i loro consiglieri nella Nato ricordano quanto i russi fossero impreparati nelle fasi iniziali del conflitto nel febbraio-marzo 2022. Invasero l’Ucraina con tank e cingolati obsoleti i cui comandanti avevano in mano cartine militari del 1941 e si ritrovarono a dover fronteggiare i droni turchi Bayraktar comprati dall’Ucraina, che li annientavano dall’aria assieme ai missili anti-carro donati da britannici e americani. Parte integrante di questa sfida per il controllo dei cieli avviata immediatamente dallo Stato maggiore di Kiev fu l’utilizzo su larga scala di batterie di missili antiaerei russi S-300 e S-400 che gli ucraini avevano in dotazione sin dalla fine della Guerra Fredda, ma che poi erano riusciti a modificare con effetti devastanti contro l’aviazione di Mosca. Il risultato fu che sin dalle prime settimane di guerra i russi persero il controllo dello spazio aereo ucraino: tutt’oggi i loro jet restano negli hangar o effettuano soltanto brevi sortite, e dalla fine del 2022 sono i droni e i missili a lunga gittata a giocare la parte del leone.

Obiettivi centrati

Secondo il capo di Stato maggiore ucraino, Oleksandr Syrskyi, i loro droni avrebbero colpito 18.000 obiettivi in maggio, pari a un incremento nei successi del 12,7 per cento rispetto ad aprile. Nello stesso periodo sarebbero stati intercettati e abbattuti circa 4.000 droni russi nelle versioni modificate dello Shahed iraniano. La capacità di ridurre in ginocchio l’intera Crimea grazie ai blitz dal cielo sta aumentando il numero degli sfollati russi. In questa luce si ridimensionano parecchio le dichiarazioni di vittoria di Putin e dei suoi generali, che affermano di avere infine riconquistato la cittadina di Kostyantinivka, nel Donbass. In realtà le avanguardie russe si muovono tra le macerie, mentre sulle loro teste si combattono duelli all’ultimo sangue tra droni avversari.

8 luglio 2026 ( modifica il 8 luglio 2026 | 08:11)