Gentile Redazione… sono un appassionato della MTB e comunque utilizzo spesso le ciclopedpnali. Inoltre sono un “verde”.

Segnalo però situazionin che mi sembrano delle storture: BICIPLAN 7 sud-est Milano.
Sono state costruite di recente e/o sono in via di completamento delle ciclopedonali dalle dimensioni assurde che a volte superano per larghezza la strada provinciale che corre al fianco.
Queste iniziative esagerate fanno detestare i ciclisti e i Verdi che sono i loro difensori.
Quindi ben vengano le piste ciclopedonali ma siano più proporzionate al potenziale utilizzo.
Gianni Tagliabue

Gentile Lettore,
Il tema delle ciclopedonali è spesso oggetto di discussione e il suo punto di vista è quello di molti utenti, anche tra chi la bicicletta la usa abitualmente. Da un lato c’è l’esigenza di realizzare infrastrutture sicure e adeguate a favorire la mobilità ciclistica; dall’altro quella di utilizzare le risorse pubbliche in modo proporzionato alle esigenze del territorio.

Va però considerato che una pista ciclabile non si progetta soltanto sulla base del traffico attuale, ma anche di quello che si vuole incentivare in futuro. Se un’infrastruttura è troppo stretta o poco funzionale, rischia di diventare obsoleta in pochi anni e di non essere in grado di accogliere l’aumento degli utenti o la convivenza tra biciclette, pedoni e altri mezzi leggeri.

Detto questo, è altrettanto vero che ogni intervento dovrebbe essere calibrato sul contesto. Ci sono aree dove una pista di grandi dimensioni è pienamente giustificata e altre dove può apparire sovradimensionata rispetto ai flussi reali, con il rischio di alimentare polemiche e di creare un’immagine negativa degli investimenti dedicati alla mobilità ciclistica.

Più che discutere della larghezza in sé, forse sarebbe utile interrogarsi sui criteri con cui vengono progettate queste opere: quali sono le previsioni di utilizzo? Come vengono valutati i costi e i benefici? E soprattutto, come si inseriscono nella rete ciclabile esistente? Una buona infrastruttura è quella che viene utilizzata e che collega efficacemente i luoghi, non soltanto quella realizzata secondo standard dimensionali.

Il suo spunto è interessante e merita certamente un approfondimento sul rapporto tra qualità della progettazione, investimenti pubblici ed effettivo utilizzo delle infrastrutture ciclabili.