Aveva un’offerta precedente, ma vuole guidare il settore tecnico: Malagò aspetta fino a venerdì

Attendere prego. Ok, ma fino a quando? Il silenzio di Paolo Maldini inizia a fare rumore, ma in via Allegri continuano ad essere ottimisti. I primi contatti con il nuovo presidente della Figc, Giovanni Malagò, risalgono ai giorni immediatamente successivi alla sua elezione, il 22 giugno. Dopo un’iniziale perplessità, legata soprattutto alla chiarezza del ruolo, la leggenda del Milan e della Nazionale ha iniziato ad apprezzare lo scenario che si stava delineando davanti a lui: presidente del Club Italia e direttore tecnico azzurro, un ruolo politico e sportivo insieme, un compito di assoluto rilievo e con un certo carico di responsabilità. Impossibile non restare affascinati dalla proposta del presidente, che introducendo questa nuova figura nel sistema federale vuole segnare una svolta rispetto al passato, vista pure la condivione di una scelta di peso come quella del commissario tecnico. 

il ruolo—  

Maldini è sempre più convinto che, viste le competenze acquisite prima sul campo e poi da dirigente, quello che lo attende in Federazione sia il ruolo più coinvolgente e adatto a lui. Per l’ex difensore, esattamente come per il nuovo ct, riportare la Nazionale al Mondiale è una sfida decisamente stimolante, così come lo affascina l’idea di vigilare – con ampi poteri decisionali – su tutta la filiera azzurra, potendo dunque osservare da vicino i tanti giovani italiani che potranno fare la differenza in un futuro non molto lontano. 

proposte—  

Viene allora da chiedersi che cosa lo stia frenando dall’ufficializzare questo tanto atteso sì. La risposta in realtà l’ha data lo stesso Malagò: «Bisogna vedere se magari prima di certe proposte aveva già degli impegni». Ecco, da quanto risulta il nodo è questo. Maldini ha chiarito tutti gli aspetti che più lo interessavano su questo nuovo compito, facendo domande molto precise sotto ogni punto di vista, dalla logistica alle responsabilità. E avrebbe anche risolto le possibili distanze economiche. Quello che resta da fare ora è chiarire una questione legata a una proposta che aveva ricevuto in precedenza. Perché Paolo è un uomo di rara integrità, lo ha dimostrato con i fatti nel suo intero percorso professionale, e non è abituato a uscire dalle situazioni in un modo che non sia del tutto limpido. Prima si libererà da questo impegno, quindi potrà dare il suo convinto sì all’Italia. 

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serietà—  

Un ragionamento che deve aver fatto allo stesso Malagò, che sulla questione “attesa” continua a dirsi «molto, molto sereno», tanto da sottolineare che “certe riflessioni vanno lette come una forma di serietà, non come un segnale negativo”. È vero, Maldini è serio. E per fortuna. È esattamente quello che serve all’ambiente azzurro oggi, visto che ci si appresta a vivere una fase – non breve – di rifondazione profonda. Servono punti fermi, pilastri su cui ricostruire un’Italia più solida, e Paolo Maldini in questo senso è una garanzia assoluta. Il profilo perfetto per tutti sin dall’inizio, sin da quando Malagò ha deciso che serviva un uomo di campo con doti dirigenziali per fare da collante tra Nazionale (anzi Nazionali) e presidente federale. Per questo – al netto dei piani B e C di cui ha parlato spesso – al presidente non pesa aspettare. “Fino a quando?”, ci chiedevamo all’inizio. Malagò vuole una risposta entro venerdì, al massimo potrebbe prolungare fino al weekend, poi occorrerà riempire la famosa casella del direttore tecnico. Anche perché, è cosa nota, serve quella prima di potersi muovere concretamente per definire chi sarà il prossimo ct (e qui Conte resta favorito su Mancini). Maldini e Malagò in questo sono simili, entrambi convinti che la forma sia anche sostanza. Il primo deve chiarire una situazione precedente alla chiamata federale, il secondo non ha alcuna intenzione di muoversi formalmente per il prossimo allenatore dell’Italia finché non potrà consultarsi con il suo direttore tecnico. Troppo spesso le parole vanno via col vento. Per loro invece hanno un peso. Importante. Ed è già un bel modo per ripartire.