di
Elena Tebano
Questa nuova ondata di calore sarà «molto lunga» e dovrebbe durare «almeno fino al 22-23 luglio»
Sapevamo che sarebbe successo, ma adesso è ufficiale: oggi inizia la terza ondata di calore della stagione, dopo quelle di maggio e giugno. Nei prossimi giorni sono previste di nuovo temperature da febbre: domani 38 gradi in Pianura Padana, con punte di 39 gradi fra Emilia e Bassa Lombardia. Nel fine settimana si arriverà a 39 gradi anche in Puglia e Toscana e addirittura a 40 in Sardegna (Oristano). Negli altri Paesi del Sud Europa va anche peggio. «In Portogallo e nel Sud della Spagna si prevedono temperature fino a 43 gradi» ha detto il direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, Hans Kluge. E, secondo le previsioni di Ilmeteo.it, questa nuova ondata di calore sarà «molto lunga» e dovrebbe durare «almeno fino al 22-23 luglio».
«Assisteremo non solo al superamento dei record di temperatura di giugno, ma al loro completo annientamento», ha affermato Liz Bentley, amministratrice delegata della Royal Meteorological Society e docente di meteorologia all’Università di Reading, nel Regno Unito. Che il cambiamento climatico stia rendendo molto più frequenti questi fenomeni è ormai accertato. Quello che non sappiamo è quanto ancora possono aumentare le temperature estreme.
Uno studio europeo di quest’anno, diretto da scienziati del Politecnico di Zurigo e basato su simulazioni, ha mostrato però quali sono i fattori che aumentano il rischio che le temperature salgano a livelli record. E non fanno ben sperare per questa estate. «Le ondate di calore più estreme sono precedute da una grave riduzione dell’umidità del suolo, sia a livello locale che a monte della regione interessata dal calore estremo, nonché da forti gradienti di temperatura oceanica, con anomalie di calore estreme nei bacini vicini e anomalie di freddo nella regione subpolare dell’Atlantico settentrionale» scrivono i climatologi. «Inoltre, le nostre simulazioni di scenari rivelano un rischio aggiuntivo: le ondate di calore nel caso peggiore si verificano prevalentemente dopo un’altra ondata di calore estrema».
Nell’ondata di calore di giugno una regione di alta pressione centrata sull’Europa centrale e due regioni di bassa pressione incentrate sull’Atlantico orientale e sul Mar Caspio hanno portato sull’Europa aria molto calda dall’Africa nord-occidentale all’Europa, con temperature tra 35 e 45 gradi. Come ha spiegato il professor Roberto Buizza, fisico della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, «il fatto che la temperatura del Mar Mediterraneo fosse circa 3-10ºC più alta rispetto alla media tra il 1981 e il 2010 (a causa del cambiamento climatico) ha impedito il raffreddamento del flusso di aria verso l’Europa».
Adesso suolo e mari sono ulteriormente riscaldati dalle ondate di calore dei mesi scorsi e anche questo è destinato a incidere sulla temperatura delle prossime settimane. Da qui la previsione di un «annientamento» dei record precedenti.
Il problema, per la salute umana e per l’ambiente, non sono solo i picchi di calore, ma le alte temperature prolungate, che impediscono al corpo di recuperare. È uno degli elementi di cui dovremmo tenere conto per adattarci ai cambiamenti climatici in corso. «Ci stiamo preparando un po’ di più per quel giorno particolare in cui la temperatura raggiungerà i 50 o i 40 e rotti gradi» ha detto al New York Times la principale autrice dello studio sulle ondate di calore, Laura Suarez-Gutierrez. «Non ci stiamo preparando, necessariamente, per un mese a 36 gradi».
Il rischio viene soprattutto dalle alte temperature notturne. «Il corpo ha bisogno di una tregua» ha detto all’agenzia LaPresse Ashley Ward, direttrice dell’Heat Policy Innovation Hub della Duke University. «Se non si ottiene questa tregua durante la notte, si inizia la giornata successiva già in deficit. Quando le temperature notturne non scendono al di sotto dei 24 gradi Celsius, si iniziano a osservare conseguenze piuttosto gravi in termini di malattie da calore, colpi di calore e persino mortalità». Per questo l’aria condizionata (almeno nell’immediato) è un sollievo importante. E chi non ce l’ha dovrebbe cercare di creare un «angolo fresco» dove dormire, in modo che il corpo sia pronto ad affrontare la giornata successiva.
8 luglio 2026
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