Il presidente azzurro vuole far quadrare i conti: campioni e ragazzi sul mercato. L’attaccante belga pesa a bilancio per 12 milioni

Come raccontavano le nonne, il troppo storpia, e non c’è dubbio che – volendo – De Laurentiis abbia un po’ largheggiato, però sempre meglio abbondare, perché poi a bilancio quelle sono voci. C’è una specie di esercito a libro paga ed è ovvio che come stipendi uno non valga uno: però, rimanendo concettualmente la somma a fare la differenza, la missione di Giovanni Manna, il diesse stavolta in conflitto con questa paralisi sul mercato che certo non aiuta, sembra un inno alla disperazione. In teoria, o anche in pratica, esiste il Napoli-1 ma pure il Napoli-2 e il Napoli-3 e il Napoli-4, una specie di holding che comprende varie aree nelle quali sarà necessario metterci le mani: si chiama lavoro sporco, qualcuno dovrà pur farlo, e a Manna non manca la pazienza – l’estate del 2025 insegna – per riuscire ad andarsene a settembre in vacanza dopo aver tracciato una linea netta con il passato. In questa Babele 3.0, molti giovani – con le loro legittime speranze, con il desiderio di realizzarsi in qualche modo, in un mondo che gli appartenga e li gratifichi – rappresentano un costo e De Laurentiis non s’è negato uno slancio di realismo. “Nell’ultimo mese ho ricevuto almeno duecento proposte di calciatori da ingaggiare. Ma ho spiegato, state calmi, ce ne sono almeno 25 da cedere e poi ne parleremo”. Carta, penna e calamaio, ed il giochino – si fa per dire, può procedere.

Chi sono—  

Al mercato, le strategie le fa anche il destino e le priorità le creano le occasioni: sembra più facile poter cedere uomini con un curriculum vitae rilevante o rassicurante ma poi c’è comunque da dedicarsi a quella dozzina circa di giovanotti (Ambrosino, Barido, Cioffi, Coli Saco, D’Avino, Ferrante, Iaccarino, Obaretin, Russo, Sgarbi, Vigliotti) che aspettano di potersi giocare le proprie chances e così ridurre da 25 a 13 le necessità di cassa. Ma altro resta da fare, faticosamente, nelle interminabili giornate in cui va smontato questo gigantesco e oneroso castello, e individuare le zone in cui c’è maggiore concentrazione di giocatori: i 47 giocatori a cui De Laurentiis ha fatto riferimento sono già diventati 46 (Turi, il portiere, sta per andare al Pineto, con contratto ormai scaduto) però resta questa marea, che insegue un bagnasciuga.

Costruzione dal basso—  

I portieri sono quattro ma sull’uscio, con la valigia, si intravede Vanja Milinkovic-Savic, che avrà bisogno – per cominciare – di scovare un fans della costruzione dal basso: però, poi, bisognerà pure rispettare quei 21 milioni investiti nello shopping compulsivo delle ultime stagioni. C’è una difesa che tracima di esterni, ce ne sono di destri e di sinistri, di eclettici capaci di “scalare” in mezzo e trasformarsi in centrali e di classici, i fluidificanti d’un tempo: un anno fa, Olivera è stato assai vicino all’Atletico Madrid e la finestra con la Spagna è rimasta socchiusa, con la possibilità però di farci entrare – direzione Castel Volturno, stavolta – Molina. E Mazzocchi e Marianucci, loro più degli altri, attendono di capire cosa possa succedere, in questa diagonale del mercato.

Ahia—  

È tra il centrocampo e l’attacco che si riaprono le ferite del 2024, i venticinque milioni per Lindostrom o i dieci per Cajuste, con allegati stipendi: in mezzo, dove il caos non manca, saluteranno un po’ di interditori e incursori che sono già stati in prestito (Cajuste che era all’Ipswich; Folorunsho che è tornato da Cagliari, Zerbin ch’è stato alla Cremonese) e però per dare una scrollatina al monte-ingaggi è in attacco che sarà richiesto l’aiuto degli dei.

Occhio, big—  

Romelu Lukaku ha quel contratto da otto e mezzo (e sarebbero dodici lordi) che magari il Mondiale può rimettere in circolazione: poi, c’è da intuire nella palla di vetro cosa sarà di Giovane, che rischia di restare chiuso di nuovo da Hojlund e da Lucca, trentacinque milioni di euro che hanno bisogno di essere lustrati uno sull’altro, magari anche di Lang, che però Allegri vorrebbe osservare tra Dimaro-Folgarida e Castel di Sangro, in quel mese in cui si correrà parecchio in campo e pure fuori. Perché il mercato non è ancora iniziato, o forse sì, e la precedenza va concessa a chi è in uscita. Le nonne hanno sempre avuto ragione.

La lista dei 25 che non rientrano più nei progetti del Napoli:

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  1. Olivera (Terzino, 28 anni, scadenza 2030)
  2. Milinkovic Savic (Portiere, 29 anni, 2030)
  3. Ferrante (Portiere, 19 anni, scadenza 2030)
  4. D’Avino (Difensore, 20 anni, scadenza 2027
  5. Obaretin (Difensore, 23 anni, scadenza 2027)
  6. Marianucci (Difensore, 21 anni, scadenza 2030)
  7. Hasa (Centrocampista, 22 anni, scadenza 2029)
  8. Zerbin (Esterno, 27 anni, scadenza 2028)
  9. Coli Saco (Centrocampista, 24 anni, scadenza 2028)
  10. Giovane (Attaccante, 22 anni, scadenza 2030)
  11. Lukaku (Attaccante, 33 anni, scadenza 2027)
  12. Lindstrom (Esterno destro, 26 anni, scadenza 2028)
  13. Rao (Ala sinistra, 20 anni, scadenza 2030)
  14. Sgarbi (Attaccante, 25 anni, scadenza 2027)
  15. Mazzocchi (Terzino, 30 anni, scadenza 2027)
  16. Folorunsho (Centrocampista, 28 anni, scadenza 2029)
  17. Cajuste (Centrocampista, 26 anni, scadenza 2028)
  18. Iaccarino (Centrocampista, 23 anni, scadenza 2027)
  19. Russo (Centrocampista, 21 anni, scadenza 2028)
  20. Barido (Centrocampista, 18 anni, scadenza 2029)
  21. Ngonge (Ala destra, 26 anni, scadenza 2028)
  22. Cheddira (Centravanti, 28 anni, scadenza 2028)
  23. Ambrosino (Punta centrale, 22 anni, scadenza 2030)
  24. Vigliotti (Attaccante, 21 anni, scadenza 2027)
  25. Cioffi (Attaccante, 23 anni, scadenza 2027)