di
Barbara Visentin

Il trapper ha dato il via al tour di celebrazione dei 10 anni di carriera fra ospiti, ballerine, fiamme e visual

C’è un prima e un dopo Sfera Ebbasta: l’artista che ha reso la trap un genere mainstram, capace di invadere gli streaming, espugnare le classifiche e conquistare raffiche di numeri uno, non può che celebrare i 10 anni di carriera nella sua città facendo le cose in grande.

Un Duomo tridimensionale largo 20 metri e alto otto, sormontato da una Madonnina dorata di quattro metri, si è svelato ai fan accorsi mercoledì sera allo stadio San Siro (si replica giovedì ed entrambe le date sono sold out, bissando i due sold out al Meazza del 2024). 



















































Incalzato dal boato di un pubblico giovanissimo, pronto a pogare nel prato a dispetto del caldo atroce, Sfera è salito sul palco attorniato da 40 ballerine — della band, invece, non c’è bisogno —, fra visual, luci, fiamme e una scaletta antologica piena di ospiti (Tedua è il primo, su «Lingerie», e nella seconda parte arrivano, fra gli altri, Marracash, Anna, Guè, Lazza e Shiva).

D’altra parte, che i trapper non amino il minimalismo è assodato, visto l’immaginario estetico che lo stesso Sfera ha contribuito a creare, fatto di collane giganti ricoperte di diamanti, capi griffati, pettorali che esplodono sotto i tatuaggi.

E la sua «$€lebration», come si intitola il tour,  è partita da«Ciny» (cioè Cinisello Balsamo, periferia dove Gionata Boschetti è cresciuto ed è diventato Sfera Ebbasta), dagli esordi del disco «XDVR», per ripercorrere tutte le tappe dell’ascesa che l’ha reso in pochi anni la «Rockstar» dai denti ricoperti d’oro e la pelliccia rosa in copertina dell’omonimo album, «il disco che mi ha cambiato la vita», ricorda sul palco.

Un percorso che, come accade in questi casi, ha il sapore della rivalsa, che passa dal binomio «money» – «gang», parole bene impresse sopra al palco, e che l’ha portato, a 33 anni, a collezionare 234 dischi di platino e 35 d’oro e a riempire per due sere uno stadio senza avere un disco nuovo a trainarlo. «Nessuno ci credeva, qualcuno ci credeva, quanti di voi ci credevano fin dal giorno zero?», incalza lui.

Dopo un vaffa gridato all’unisono per gli invidiosi evocati nel brano «Serpenti a sonagli», una dedica al pubblico femminile (numerosissimo) su «Cupido», a fine serata arriva l’annuncio del nuovo album – ancora senza nome né data di uscita – e lo spoiler di un inedito, con un regalo per i fan che per tutto il concerto hanno cantato a squarciagola: per 48 ore il disco è in pre order, in versione limitata. 

8 luglio 2026