Valeria Bruni Tedeschi è una persona profonda ma allo stesso tempo leggera. Una condizione naturale per lei. «Forse – racconta al settimanale F – c’entra con la mia famiglia. Mio padre è morto, anche mio fratello è morto, ma in casa c’è sempre stata un’atmosfera intelligente, profonda e allo stesso tempo piena di umorismo. Mia madre fa molto ridere. È spiritosa. Anche mia sorella. Tra noi c’è sempre un momento in cui ci prendiamo in giro, ridiamo della vita e degli altri». Poi aggiunge: «Mio padre amava molto parlare male degli altri alle spalle. È una cosa brutta. La maldicenza è orribile. Ma lui lo faceva in modo ironico, si divertiva, era una specie di sport che gli piaceva».



Micaela Ramazzotti

Micaela Ramazzotti a Belve ha detto che «non siamo rimaste amiche, lei è nata ricca». Parole che trovano una risposta senza veleno: «Non ci penso molto. Non saprei cosa dire. Non è molto grave. Con tutto quello che succede oggi. Sinceramente capisco che io possa stare antipatica o che si possa avere qualcosa contro di me. Anch’io mi sto antipatica delle volte. I giornali e le tv non sono posti per parlare delle proprie antipatie, è una mia regola. Sicuramente avrò fatto qualcosa a Micaela per farle dire certe cose, non so. Glielo chiederò se la incontrerò. Oppure no. Non è tanto importante…».



Gli uomini

Valeria non è mai stata criticata per le sue relazioni con uomini più giovani di lei. Mai e comunque non gli interessa. «Mia madre è stata sposata con un uomo molto più vecchio di lei e poi ha avuto una figlia con un uomo molto più giovane. Sono cresciuta con l’esempio di una donna libera rispetto all’età.

Io stessa non ho molto senso dell’età: un giorno mi sento vent’anni, un altro cento. Non penso mai agli anni della persona con cui sto». 

La sorella Carla Bruni

Il rapporto con sua sorella Carla Bruni? «Il nostro è un rapporto di grande amore e dolcezza. Litighiamo, come tutte le sorelle e tutti i fratelli. Possiamo avere momenti di scontro, però dietro c’è sempre qualcosa di più forte: la tenerezza». Di sicuro «la mia vita è quella che è anche perché mio fratello Virginio non c’è più. Se fosse ancora qui, tutto sarebbe diverso».



I bambini adottati

Da donna sola ha deciso di adottare due bambini. «Fino a 40 anni avevo solo la nazionalità italiana – racconta ancora a F – Ho preso quella francese per poter adottare mio figlio da sola (Noè, adottato a 7 mesi nel 2104; la figlia Oumy, 18, era stata invece adottata con l’attore Louis Garrel, ndr). Penso che l’Italia in questo sia il Medioevo. Ricordo quando si parlava di Dalila Di Lazzaro che aveva perso suo figlio e voleva adottare, e non poteva perché era sola…».



Gli abusi

Infine gli abusi, di cui è stata anche lei vittima. «Successe, a distanza di pochi minuti, anche alla mia amica Silvia. Abbiamo subìto la stessa cosa dalla stessa persona. Se penso al MeToo, io ricordo quel cucinino di quella barca in cui ci dicemmo: «Anche a me è successo». È stato traumatico e mi ha condizionata molto. Ma quella condivisione fu benefica. I genitori non fecero niente, all’epoca andava semplicemente così, ed era davvero terribile. Anche perché non tutti hanno la fortuna di avere una Silvia».




Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 luglio 2026, 10:57





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