Dopo il deludente esordio al botteghino di Supergirl (qui ci sono alcuni dati), sono emersi nuovi retroscena sulla travagliata lavorazione del film. Secondo un approfondimento di The Hollywood Reporter, il progetto avrebbe attraversato infatti mesi di tensioni creative tra il regista Craig Gillespie e i vertici di DC Studios, James Gunn e Peter Safran, con profonde modifiche apportate durante la post-produzione nel tentativo di risollevare il risultato.
Stando alle fonti della testata, Gunn e Gillespie non avrebbero mai condiviso pienamente la stessa visione del film. «Dire che non erano allineati dal punto di vista creativo è il modo più diplomatico per descrivere la situazione», ha raccontato una fonte vicina alla produzione. Altri insider, invece, ridimensionano il quadro, sostenendo che si sia trattato di un normale confronto tra regista e studio per migliorare il film. Resta il fatto che le proiezioni di prova non avrebbero mai convinto davvero: i punteggi, calcolati su una scala di 100, sarebbero rimasti per mesi intorno ai 60 punti, arrivando al massimo a 70.
Le riprese principali di Supergirl si erano concluse nel maggio 2025, ma già pochi mesi dopo sarebbe apparso evidente che il film non funzionava come sperato. Dopo una proiezione di prova giudicata soltanto discreta, i DC Studios avrebbero deciso di prendere direttamente il controllo della post-produzione, ingaggiando lo sceneggiatore Jeremy Slater per riscrivere alcune sequenze delle riprese aggiuntive, al posto della sceneggiatrice del film, Ana Nogueira. Tra gli elementi più rimaneggiati ci sarebbe stato lo scontro finale, mentre anche la colonna sonora sarebbe stata motivo di attrito tra Gillespie e Gunn, entrambi noti per attribuire grande importanza alla scelta delle canzoni nei loro film.
Il report rivela inoltre che, dopo un lieve miglioramento dei punteggi nei test, lo studio avrebbe organizzato una sorta di “sfida” interna mettendo a confronto due montaggi differenti: uno firmato da Gillespie e uno supervisionato direttamente dai DC Studios. La versione del regista, più lunga di circa undici minuti, avrebbe dato maggiore spazio al villain Krem, interpretato da Matthias Schoenaerts, ottenendo riscontri migliori per ritmo, colonna sonora e caratterizzazione dell’antagonista.
Tuttavia, entrambe le versioni avrebbero registrato un inatteso calo nei giudizi del pubblico, con quella dello studio capace di prevalere soltanto per due punti. «Succede più spesso di quanto si pensi, ma non è normale», ha commentato anonimamente un altro regista interpellato da The Hollywood Reporter. «Se uno studio investe in questo tipo di test significa che ha forti dubbi su alcuni aspetti del film.»
Nonostante il fallimento commerciale di Supergirl, Safran ha ribadito che il risultato non modifica i piani di lungo periodo dei DC Studios: «Anche se Supergirl non ha soddisfatto le nostre aspettative al botteghino, rappresenta soltanto una parte di una strategia più ampia e di lungo termine nella quale continuiamo a credere». James Gunn – che è al momento impegnato sul set di Man of Tomorrow, il sequel di Superman – ha invece scelto per ora la via del silenzio.
Leggi anche: Il film di Supergirl ha tutto per funzionare, tranne una cosa
Seguici su Instagram, clicca qui.
Se leggi spesso Fumettologica, puoi aggiungerla alle tue fonti preferite su Google per trovare più facilmente i nostri articoli tra le notizie che ti interessano. Aggiungi Fumettologica alle tue fonti preferite cliccando qui.