«Volevo studiare, e a Canosa o studiavi da notaio o studiavi da prevete. Anche se mio padre già mi vedeva cherdinale. E gli zii: magari ci diventa Papa». Giovanissimo Lino Banfi fu mandato dalla famiglia a studiare in seminario, ma da lì fu cacciato per indisciplina: «Organizzavamo scherzi feroci, spiavamo le suore — raccontava nel 2023 al Corriere —. Mi mettevano in ginocchio sui ceci, invano. Nelle recite sacre mi facevano fare Giuda, ma riuscivo comunque a far ridere. Fu chiamato il vescovo, monsignor Di Donna, un sant’uomo che era stato missionario in Madagascar, adesso lo fanno beato. Temevo un anatema terribile. Invece mi sorrise: “Figliuolo, la tua vocazione non è il sacerdozio, è divertire la gente”».