Luka è in vacanza, presto darà una risposta al Milan e tutto fa pensare che continui. Le parole dell’allenatore però fanno capire che sarà usato in modo diverso
Luka Modric cambierà vita anche se non la cambierà. In questi giorni è in vacanza, sta smaltendo la delusione per l’eliminazione della Croazia dal Mondiale e sa che quel capitolo è chiuso: non giocherà più con la maglia a scacchi. Ora deve prendere una decisione sul Milan e tutto fa pensare che resterà a Milano un altro anno. Gerry Cardinale lo ha invitato a rimanere, Ruben Amorim lo ha chiamato (due volte) per convincerlo a non darci un taglio e Modric è intenzionato a restare. Le possibilità alternative non mancano – la sua vita a Madrid, pianificata negli anni scorsi, lo aspetta – ma al Milan si trova bene, i tifosi lo amano e un po’ di voglia di riconquistare la Champions c’è. Nelle ultime ore, semmai, si è chiarito come sarebbe il suo futuro milanista. Un futuro diverso dal passato.
che cosa ha detto amorim—
Amorim ha parlato di Modric nella prima conferenza stampa da allenatore del Milan: “È un giocatore che vogliamo tenere, ho parlato con lui due volte. Se serve posso andare a parlarci ancora, non mi stanco. È incredibile, è un punto di riferimento per noi”. E poi, più nel dettaglio: “Non vi dico che farà tutte le partite, ma vogliamo contare su Modric per la prossima stagione. Il board ha parlato con lui, io ho parlato con lui: credo di riaverlo tra qualche giorno, ora deve riposare dopo il Mondiale”. L’ottimismo si legge facilmente: Amorim, nei suoi ragionamenti sul 2026-27, considera Modric uno dei 25 della rosa.
milan-modric, che cosa cambierà—
E allora, che Modric sarà? Luka avrà un ruolo diverso rispetto alla sua prima stagione, in entrambi i sensi della parola. Ruolo in campo: non più playmaker come con Allegri ma mediano in un centrocampo a due, come con la Croazia. E ruolo in squadra: non più un titolare garantito ma un campione da gestire. Il Milan da agosto giocherà in campionato ed Europa League, sono almeno otto partite in più rispetto alla scorsa stagione con tanti viaggi, tante settimane da domenica-giovedì-domenica. A 41 anni, che Modric compirà il 9 settembre, non si può restare sempre in campo. La soluzione, che si legge anche nelle parole di Amorim, è il dosaggio. Luka giocherà le partite importanti, da titolare oppure da subentrato di qualità per l’ultima mezz’ora, e prenderà qualche momento di riposo. A inizio ottobre, non ci saranno problemi: la pausa nazionale gli darà tre settimane libere. In altri momenti, farà qualche panchina in più… o magari salterà una trasferta di Europa League non essenziale.
l’esempio di madrid—
La stagione 2024-25, l’ultima di Luka al Real Madrid, dà un indizio. Modric in Liga giocò 17 partite da titolare e 18 volte entrò dalla panchina. In Champions, 7 partite da titolare e 7 da subentrato. Dosaggio, motivato anche dal livello (altissimo) della rosa del Real. Con Valverde, Bellingham, Arda Guler, Camavinga, Tchouameni, Dani Ceballos, era normale che in alcune partite non venisse scelto un Modric 39enne. Tra quelle 7 partite giocate dall’inizio, però, ci sono anche il ritorno degli ottavi contro l’Atletico (derby…) e l’andata dei quarti con l’Arsenal: serate fondamentali. In campionato, con il Barcellona entrò due volte nel secondo tempo, con l’Atletico fu titolare all’andata e non al ritorno. Al Milan potrebbe andare allo stesso modo, magari con qualche partita in più (anche se Luka ha due anni in più, la concorrenza non è dello stesso livello…) e molto dipenderà dalla chimica con il nuovo allenatore. Amorim chiede molto ai due centrocampisti centrali ma Modric ha giocato sempre, con tutti gli allenatori avuti in carriera. Difficile smetta a 41 anni…
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