Il vertice Nato nella capitale turca di Ankara è giunto a conclusione, tra prove di disgelo, imbarazzo e dichiarazioni forti. Nonostante i pesanti attriti, tuttavia, i governi sembrano aver raggiunto una quadra con gli USA, che hanno accettato di vendere i loro preziosi missili Tomahawk alla Germania, come dichiarato dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz al Bundestag, il parlamento federale tedesco che esprime la rappresentanza popolare della Repubblica Federale di Germania.
La domanda sorge tuttavia spontanea, sia agli osservatori più acuti, sia a quelli semplicemente interessati all’argomento o ai possibili risvolti: cosa sono i missili Tomahawk? Che caratteristiche hanno? Perché sono così importanti?
Missile Tomahawk: cos’è?
Il BMG Tomahawk è un missile da crociera, ovvero capace di viaggiare a velocità inferiori a quella del suono (sotto la Mach 1), e con capacità ognitempo, ergo progettato per funzionare efficacemente in qualsiasi condizione meteorologica (pioggia battente, nebbia, neve) e in qualsiasi orario (notte o giorno).
Tra i vari missili guidati, esistono quelli con guida passiva e attiva. I sistemi a guida attiva emettono un segnale proprio (solitamente onde radar) per localizzare il bersaglio e calcolare la rotta. Il missile è dotato di un piccolo trasmettitore radar interno (cercatore o seeker) che emette impulsi radio, questi rimbalzano sul bersaglio e il computer di bordo analizza l’eco di ritorno. I sistemi a guida passiva, invece, non emettono alcun segnale, ma captano le emissioni naturali o artificiali provenienti dal bersaglio o dall’ambiente. Il missile si dirige verso fonti di calore (infrarossi), emissioni radio/radar del nemico (sistemi anti-radar) o contrasti visivi. Nel caso specifico del Tomahawk, il vettore “ascolta” i satelliti GPS e usa telecamere per confrontare il terreno con foto digitali memorizzate.
Il missile Tomahawk, infatti, appartiene principalmente alla categoria della guida passiva ed autonoma, poiché non emette segnali radar propri per localizzare il bersaglio e non richiede che una stazione esterna lo “illumini”.
La storia dei missili tra innovazione e tecnologia
L’US Navy iniziò a considerare lo sviluppo di missili da crociera imbarcati nel 1972, in piena fase di Guerra Fredda, prevedendo di impiegare missili subsonici che avrebbero volato a bassissima quota per sfuggire all’intercettazione dei radar costruiti sopra i potenti sottomarini sovietici. Questa tipologia di missile, ad ogni modo, non era propriamente una novità dal punto di vista strettamente tecnico perché negli anni ’50 e ’60 fu già impiegato il missile RGM-6 Regulus che molti considerano il “padre” tecnico del primo modello Tomahawk, ben più ambizioso e sistematico.
Il programma era più ambizioso per un motivo specifico: esso nasceva dalla volontà di aggirare le restrizioni del trattato sulle armi nucleari SALT I, firmato nel 1967 da Richard Nixon e Leonid Breznev, che imponeva un numero limitato di missili balistici sui sottomarini, ma non prevedeva restrizioni per i missili da crociera.
Nel 1974 diverse aziende presentarono le loro proposte, e a febbraio venne selezionata General Dynamics per sviluppare il progetto, così nel 1977 il programma dell’US Navy confluì nel Joint Cruise Missiles Project unendosi all’US Air Force nella realizzazione di un missile da crociera in comune. Nel 1980 un primo BGM-109A della produzione in serie fu lanciato da una nave con successo, e nel 1983 fu dichiarato ufficialmente operativo.
Caratteristiche tecniche e funzionamento
Le proporzioni del missile sono contenute, soprattutto per l’utilizzo che se ne fa, ma non per questo sono da sottovalutare. Il missile BGM-109 Tomahawk ha una lunghezza, booster (razzo ausiliare) incluso, di circa 6 metri e mezzo, un’apertura alare di 2 metri e 67 centimetri e un diametro di 52 centimetri, il tutto corroborato da un peso di circa 1.600 kg con il booster incluso. La gittata e la tangenza dipendono dal modello in uso, tuttavia, il range visto finora nelle operazioni dovrebbe prevedere una gittata che varia dai 1.600 ai 2.500 km e una tangenza che va dai 30 ai 50 m. Quello che non varia con il modello, tuttavia, è la velocità che, a conti fatti, può permettere al missile di raggiungere gli 880 km/h, anche grazie alle specifiche del motore. Il Tomahawk può avere differenti tipologie di motori e la più utilizzata è la Williams F107 (400-402).
Il sistema di guida è fortemente elaborato e complesso. La famiglia del missile utilizza il sistema TERCOM che impiega un radar alimetrico, che calcola la distanza tra velivolo e terreno, combinato con un elaboratore elettronico a forza bruta che calcola la posizione attraverso i dati forniti e il confronto con le mappe e le mappature caricate direttamente sopra la memoria interna del missile. A tutto ciò si aggiunge anche un particolare sistema di navigazione inerziale, in grado di fornire ulteriori e più precise direzioni nella rotta, e nelle versioni più recenti e aggiornate che vanno dal Block II al Block IV, è stato introdotto anche un sistema DMSAC in grado di impiegare differenti fonti (come la posizione satellitare GPS e la telecamera frontale montata sul missile) per rielaborare i dati con il computer e calcolare la rotta in maniera ancora più precisa. Negli ultimi tempi si è parlato anche dell’impiego dell’Intelligenza Artificiale come guida per i missili di nuova generazione, come quello lanciato sulla scuola femminile di Minab durante la Guerra in Iran, ma ancora non è un impiego ufficiale.
Le varianti e i modelli utilizzati finora
Il missile, grazie alla sua natura fortemente poliedrica e alla sua variabilità di utilizzo, ha numerose varianti e moltissimi modelli differenti anche a seconda del proprio utilizzatore (che, oltre alla Germania a breve, comprendono: Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Giappone e Paesi Bassi). I modelli principali sono: il BGM-109A Tomahawk Land Attack Missile, versione con testata nucleare W80. Ritirata dal servizio nel 2010. Aveva un raggio d’azione di 2.500 km; il RGM/UGM-109B Tomahawk Anti-Ship Missile (TASM), versione antinave con guida radar attiva. Ritirata dal servizio nel 1994; il BGM-109C Tomahawk Land Attack Missile, versione da attacco con testata convenzionale; il BGM-109D Tomahawk Land Attack Missile, versione con dispenser di submunizioni BLU-97/B; il RGM/UGM-109E Tomahawk Land Attack Missile, versione potenziata del TLAM-C (BGM-109C). Anche chiamata Tactical Tomahawk; il BGM-109G Gryphon Ground Launched Cruise Missile (GLCM), versione con testata nucleare W84. Ritirata dal servizio nel 1991 e l’AGM-109H/L Medium Range Air-to-Surface Missile, versione a corto raggio, aviolanciata, propulsa da un turbogetto e con testata convenzionale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il punto sui temi di attualità, ogni lunedì
Iscriviti e ricevi le notizie via email