di
Marco Bonarrigo
Tadej fenomenale, in salita ma soprattutto in discesa. Nessuna speranza per tutti i big, con Vingegaard che arriva secondo staccato di 2’42”
L’idea era che potesse risparmiare le forze (il Tour de France è lungo), che magari tirasse un po’ i freni (la maglia gialla sulle spalle del norvegese Torstein Træen gli faceva comodo, un’ora di protocollo risparmiata dopo ogni tappa), che evitasse lo scontro diretto con l’arcirivale Vingegaaard (erano partiti a pari tempo in classifica generale da Pau) sulla prima vera, grande salita, quel Tourmalet piazzato nella sesta tappa della Grande Boucle 2026.
E invece no. Dopo aver messo alla frusta la sua Uae Emirates già sul Col d’Aspin e averla fatta tirare a tutta nei primi chilometri del Tourmalet, Tadej Pogacar è scattato a 4.800 metri dalla vetta della mitica montagna pirenaica e a 43 chilometri dal traguardo, facendo coppia con lo scudiero Del Toro solo per poche centinaia di metri. Poi saluti e baci al messicano, con il distacco da Vingegaard — il primo degli umani, il più coraggioso – che si allargava fino ai 40” in vetta, dove Træen aveva perso già quasi tutti i quasi otto minuti di vantaggio sullo sloveno ed era così stanco da schiantarsi nella discesa successiva ed arrivare al traguardo con oltre 20 minuti di ritardo.
Nella ascesa verso il traguardo di Gavarnie-Gèdre — con il presidente francese Macron ad ammirarlo nella macchina del direttore di corsa – Pogacar ha continuato a spingere senza apparente affanno fino a portare il suo vantaggio su un Vingegaard stanco e rassegnato a 2’40” al traguardo e a 2’51” quello sul gruppo degli inseguitori, quelli che sulla carta si giocheranno il podio, il giovanissimo Seixas, De Toro, Evenepoel, Ayuso.
La botta per Vingo, che non è riuscito a distanziare gli inseguitori, anzi ha perso molto nel finale è stata pesantissima: resta al secondo posto in classifica con 2’38” dal Marziano, sul Tourmalet ha solo un pugno di secondi di vantaggio sugli inseguitori su ma soprattutto si è scoperto debolissimo sul fronte della squadra, con Piganzoli che s’è staccato presto e Kuss incapace di aiutarlo. In corsa può succedere di tutto, Vingegaard è uno specialista della terza settimana (per inciso ha scalato il Tourmalet in un tempo eccellente) ed è in quella che ha battuto due volte lo sloveno ma l’idea è che al momento lui e Pogi competano in campionati differenti.
9 luglio 2026 ( modifica il 9 luglio 2026 | 17:44)
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