di
Chiara Marchetti
La Regione: «Il sistema di sorveglianza funziona, ma nelle prossime settimane si potranno osservare casi di forme gravi di malattia». L’infettivologo: «Mi auguro di non trovarci a Ferragosto con l’esplosione incontrollata di casi in Italia…»
Con la positività di campioni di zanzare in sei province su nove, la circolazione del virus West Nile è stata registrata come «precoce ed estesa» sul territorio e l’Emilia-Romagna è già in allarme.
Lo ha comunicato la Regione, spiegando che «il sistema di sorveglianza entomologica previsto dal Piano regionale arbovirosi ha rilevato fin dalla metà di giugno segnali di circolazione del virus tra le zanzare. A oggi sono interessate tutte le province eccetto la Romagna, quindi sei su nove».
Nel territorio emiliano-romagnolo, quella della West Nile è ormai una «circolazione endemica — ricorda la Regione — quindi ormai stabilmente presente, e finora il sistema di sorveglianza sanitaria non ha rilevato casi di infezione nell’uomo».
«Nelle prossime settimane possibili casi gravi»
I dati però «lasciano prevedere che nelle prossime settimane si potranno osservare casi di forme gravi di malattia West Nile». Nel Piano il rischio è definito in tre categorie a impatto crescente e attualmente è al livello 2 su 3.
Si tratta di una «situazione eccezionale — continua la nota di viale Aldo Moro — poiché dal 2008 non si è mai rilevata una circolazione del virus nelle zanzare così precocemente in stagione e su un territorio così vasto». Il vettore del virus West Nile è la zanzara comune, mentre non può trasmetterlo la zanzara tigre.
«Occorre quindi proteggersi dalle punture «soprattutto in caso di attività all’aria aperta in ore serali, poiché la zanzara comune è attiva dopo il tramonto». L’infezione per l’uomo è «nella maggiore parte dei casi asintomatica», ma in circa l’1% dei casi «può evolversi in una malattia neuroinvasiva con esiti anche gravi». Si tratta di una «condizione più frequente in persone a rischio, come gli anziani o gli immunocompromessi».
Centrodestra all’attacco
Massima allerta, quindi, ma «grazie a un sistema di sorveglianza entomologica e sanitaria che funziona bene — ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi —si è potuta riscontrare una circolazione del virus dalle zanzare fuori dalla normalità. Tutto il sistema sanitario regionale è impegnato nel monitoraggio e continua a mantenere alta l’attenzione, ma in questa fase è fondamentale la collaborazione e l’impegno delle cittadine e dei cittadini, chiamati ad adottare tutte le misure di prevenzione, peraltro molto semplici, utili a proteggersi dalle punture delle zanzare. Un piccolo sforzo che, nell’insieme, può fare la differenza».
Attaccano le opposizioni. «La Regione deve uscire dalla logica dell’ordinaria amministrazione e mettere in campo azioni straordinarie a tutela della salute pubblica», dichiara Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia annunciando il deposito di un’interrogazione.
In questo scenario, oltre alla sorveglianza, il Piano prevede che la Regione attivi un piano di comunicazione sulla protezione personale dalle punture, informi i Centri nazionali sangue e trapianti per adottare i provvedimenti di controllo sulle donazioni e controlli l’insorgenza dei casi di malattia neuroinvasiva da West Nile per verificare un eventuale cluster.
I soggetti gestori di manifestazioni che comportano il ritrovo di molte persone all’aperto nelle ore serali, non interessate dalla disinfestazione ordinaria preventiva con larvicidi, devono inoltre effettuare interventi straordinari preventivi.
L’allarme di Bassetti
«In Emilia-Romagna il virus si sta diffondendo in maniera massiccia ed è presente in sei province su nove. Siamo di fronte a una situazione eccezionale, a quanto dicono i dati sulla sorveglianza, non si era mai rilevata circolazione del virus così precocemente in stagione. Il West Nile Virus si trasmette principalmente tramite la puntura di zanzare infette (soprattutto del genere Culex), che contraggono il virus dagli uccelli, serbatoio naturale. Non c’è contagio da persona a persona. L’incubazione varia fra 2 e 14 giorni. Nell’99% dei casi l’infezione è asintomatica o poco sintomatica, somigliando a una influenza. Nell’1% dei casi, quando colpisce soprattutto anziani o immunodepressi comporta febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, fino a meningite o encefalite. Queste forme neurologiche possono portare alla morte». Così su Instagram l’infettivologo Matteo Bassetti che interviene dopo l’alert del Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna. «Siamo sicuri che in Italia siamo pronti ad affrontare il problema? I test diagnostici sono disponibili ovunque? I medici del territorio e degli ospedali sono preparati? Ne sanno riconoscere i sintomi? I pazienti sanno dove andare? Sono state fatte le disinfestazioni a livello locale?», si chiede il direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova. «Mi auguro di non trovarci a Ferragosto (come l’anno scorso) con l’esplosione incontrollata di casi in Italia…».
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9 luglio 2026 ( modifica il 9 luglio 2026 | 14:19)
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